martedì 17 luglio - Aggiornato alle 13:55

Perugina, Nestlè spinge sull’export dei Baci: «Sfondare in Cina e Usa per crescere»

Incontri in Regione e con i sindacati: «Puntiamo nuovi mercati». Rsu: «Interessante ma resta preoccupazione»

I cartigli in cinese per i Baci Perugina

di Iv. Por.

Nestlè spinge sul pedale dell’acceleratore dell’export del Bacio. Ma non con i 60 milioni del piano di investimenti in marketing dell’accordo del 2016. Quelli sono finiti, con risultati non certo entusiasmanti. Ora che hanno ottenuto il dimagrimento dell’organico di San Sisto con l’uscita o la ricollocazione degli oltre 300 esuberi, i manager della multinazionale, proprietaria della Perugina, promettono che questa sarà davvero la volta buona. Come? Lo hanno detto mercoledì prima in un incontro alla Regione con la presidente Catiuscia Marini, il sindaco Andrea Romizi ed il direttore regionale allo sviluppo economico, Luigi Rossetti. E poi nella sede di Confindustria con i sindacati e le Rsu.

Investimenti cospicui Nel confermare che il piano di investimenti di 60 milioni previsti nel triennio 2016-18 è stato completato, Nestlé ha illustrato l’impegno per Baci e Cioccolato Perugina con nuovi piani e investimenti commerciali previsti per la prossima stagione. Quanto sul piatto? Non è stato specificato, ma si è parlato solo di investimenti «cospicui». Oggi i Baci sono esportati in 55 mercati con i mercati di Stati Uniti, Canada, Australia e Cina che rappresentano il 75% del fatturato estero della pralina prodotta a San Sisto. Ma i volumi sono ancora bassi. L’obiettivo è conquistare nuovi distributori, nuovi mercati, packaging rinnovati, formati e ricette innovative, campagne di comunicazione e marketing a sostegno delle vendite nazionali e internazionali di Baci Perugina, Nero e Tablò. A implementare il piano sarà la nuova Confectionery International Business Unit, creata appositamente da Nestlé nel 2016 e guidata da Valeria Norreri.

Amore e destagionalizzazione «La chiave di volta per catturare nuovi volumi con l’export – ha dichiarato Norreri – è quella di posizionare nel mondo il Bacio come simbolo di “love & affection”, mettendo al centro le emozioni, così come sono percepite nella cultura di ciascun Paese, in modo che dovunque nel mondo dare un Bacio diventi sinonimo di affetto, amicizia e amore come è già oggi per gli Italiani in questo modo il piano di sviluppo otterrà anche l’obiettivo di “destagionalizzare” il Bacio, allargando le occasioni di vendita ed estendendo la frequenza di acquisto in differenti Paesi con un periodo di consumo dilatato, in funzione dei diversi mercati».

In Cina con furore I nuovi piani, a maggio, sono stati presentati in un meeting dei distributori mondiali, che si è svolto a Roma, con 80 soggetti provenienti da 12 mercati. Uno dei mercati in cui sfondare è la Cina. Già a San Sisto vengono prodotti cioccolatini con cartigli in lingua cinese. Ora sono in corso trattative per incrementare il numero di distributori, e anche per attivare l’e-commerce canale di vendita di elezione per questo Paese.

Usa, paesi arabi e Europa In Usa crescono i distributori: dall’autunno 2017 Baci viene distribuito nelle oltre 1000 librerie di prestigio della catena Barnes and Nobles. Dopo essere entrati nel mercato d’Argentina, il 2017 ha visto anche il ritorno in quello brasiliano, con il primo ordine di Baci da parte di Sam’s Club (gruppo Walmart), catena esclusiva di vendita al dettaglio. Anche in questi Paesi sudamericani sono in corso trattative per ampliare il numero di distributori. I Baci hanno la certificazione Kosher e dopo aver ottenuto anche la certificazione Halal, dallo scorso anno sono esportati anche negli Emirati Arabi Uniti, prima importante finestra nei promettenti mercati del Medio Oriente. Per quanto riguarda l’Europa, i nuovi mercati d’ingresso dei Baci sono Regno Unito e Germania.

Spot per Natale Per quanto riguarda l’Italia, oltre alle consuete attività di marketing, per Baci Perugina è pianificata una campagna di spot sui canali televisivi nazionali di otto settimane, da ottobre a dicembre, in vista del prossimo Natale.

Nero Perugina Oltre al Bacio nei piani c’è il rilancio di Nero Perugina, la tavoletta di cioccolato fondente prodotta a San Sisto dal 2005. Con un nuovo packaging e affiancato da altri due nuovi gusti, Nero Perugina sarà promosso con un ampio piano di comunicazione che prevede spot sulle tv nazionali, on air per cinque settimane tra i prossimi ottobre e dicembre, ulteriore valorizzazione della Scuola di Cioccolato Perugina, iniziative sui punti vendita nelle principali insegne e la realizzazione di un libro per la valorizzazione del prestigioso marchio.

Rsu: «Interessante ma resta preoccupazione» «Ad oggi – commentano le Rsu Perugina – il piano che Nestlè ha confermato voler implementare ha dato risposte differenti a seconda dei paesi. In alcuni casi ci sono state delle criticità che hanno determinato dei rallentamenti rispetto alle previsioni di sviluppo. Questi rallentamenti hanno impedito sensibili aumenti di volumi in fabbrica. Nestlè ha ribadito l’interesse e la volontà di penetrare in tutti i mercati oggetto di investimenti attraverso campagne pubblicitarie e di marketing. Per quanto riguarda più propriamente il mercato interno ci saranno investimenti, sia in termini pubblicitari che grafici, sul brand Perugina, con prodotti quali Tablò, Sfoglie e Nero su tutti». Illustrati nuovi progetti che saranno sviluppati nei prossimi mesi. «La strategia che oggi ci è stata illustrata è interessante – dicono i sindacalisti – e conferma la validità del piano firmato nel 2016 in cui si individuava nel Bacio Perugina un prodotto a scala mondiale e si progettava il rilancio del marchio Perugina. Resta tuttavia la nostra preoccupazione per quanto riguarda la situazione generale del dolciario in Europa che investe anche la Perugina. Questo comparto sappiamo da tempo essere oggetto di una revisione da parte del management europeo e ciò non può non generare una situazione di incertezza che si riflette sulla fabbrica. A nostro avviso il ritardo di volumi nel settore della Confiserie è determinato anche da queste dinamiche di carattere europeo».

Regione e Comune I rappresentanti delle istituzioni, Regione e Comune, invece «nel prendere atto dei contenuti dei nuovi programmi commerciali, soprattutto in riferimento a Bacio Perugina e Cioccolato Perugina – si legge in una nota – hanno espresso l’auspicio che gli stessi possano contribuire a rafforzare le prospettive produttive e quindi occupazionali, della Perugina e del sito di San Sisto. Obiettivi questi che per la Regione Umbria ed il Comune di Perugia sono da sempre fondamentali rispetto al ruolo della fabbrica per il territorio e l’intera Umbria».

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