giovedì 16 agosto - Aggiornato alle 17:39

Perugina, Nestlè risponde ai ‘Resilienti’: «Posti di lavoro veri, hanno preferito l’incentivo»

L’azienda smentisce le accuse di un bluff: «Anche noi stupiti delle scelte ma le abbiamo rispettate. E Servizi associati ha assunto»

di Iv. Por.

«Tutti i lavoratori coinvolti hanno optato liberamente e consapevolmente una delle proposte previste dal piano sociale, e a tutti senza eccezione è stata offerta la possibilità di un posto di lavoro esterno a Perugina, e incentivato». Nestlè, per voce del direttore Corporate Affairs, Manuela Kron, risponde alle affermazioni fatte da tre ex lavoratori, appartenenti al gruppo dei cosiddetti “Resilienti”, che a Umbria24 hanno denunciato il comportamento dell’azienda nell’arco della vertenza che ha portato alla gestione di 364 esuberi nello stabilimento di San Sisto. In particolare, a loro dire, le offerte di posti di lavoro a tempo indeterminato in aziende del territorio sarebbe stato un «bluff».

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Sentiti uno a uno «Premesso che tutte le persone coinvolte sono state sentite una per una in colloqui volti a capire le esigenze di ognuno – afferma Kron – colloqui svolti personalmente dal direttore HR di stabilimento (Stefano Di Giulio, ndr), e che quindi l’anonimato non ci permette di risalire alla reale situazione dei singoli, ci sentiamo di poter smentire quanto da loro dichiarato alla vostra testata».

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Servizi associati e le altre Nestlè ribadisce la veridicità dei posti di lavoro offerti per le cosiddette “ricollocazioni”. «Servizi Associati – spiega la manager – ha effettivamente assunto più di 50 lavoratori sul mercato, una volta appurata la non disponibilità dei lavoratori Perugina in esubero. Altre opportunità occupazionali sono state reperite da Corium, società specializzata, ed offerte ai lavoratori, come peraltro ripetutamente dichiarato nel corso della vertenza. Non può quindi corrispondere al vero che persone che avessero dato la loro disponibilità a lavorare altrove non abbiano avuto offerte in tale senso, visto che le opportunità lavorative esterne hanno ampiamente superato le richieste».

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Pentimento tardivo? Nestlè, nel corso della trattativa sindacale, ha più volte ribadito la disponibilità di posti di lavoro – circa 80 di cui 50 in Servizi associati – incentivati con 30 mila euro al lavoratore e altrettanti all’azienda che avrebbe assunto, con garanzia di mantenimento del posto per almeno 14 mesi. Per poi dichiarare, alla fine della vertenza, che solo un lavoratore aveva scelto questa soluzione, mentre tutti gli altri avevano optato per la fuoriuscita incentivata con 60 mila euro lordi. «Ci siamo stupiti a nostra volta – ribadisce Kron – che la maggior parte dei lavoratori abbia preferito prendere l’intero incentivo piuttosto che cogliere opportunità altrove, ma abbiamo ovviamente rispettato le scelte. Le dichiarazioni a voi rilasciate – conclude – sembrano quindi strumentali, o forse si possono attribuire a un “pentimento” tardivo verso le scelte fatte».

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