domenica 27 settembre - Aggiornato alle 10:09

Perugia, sui negozi chiusi in centro è guerra di numeri tra Comune e Confcommercio

All’analisi dell’associazione di categoria ribatte Palazzo dei Priori: «Negli ultimi anni c’è stato un miglioramento»

Un angolo di corso Vannucci (foto F.Troccoli)

di D.B.

Nel pieno dello Sbaracco, sferzato peraltro dal vento, soffia la buriana tra il Comune di Perugia e la Confcommercio. Motivo del contendere, i dati diffusi nelle scorse ore dall’associazione di categoria riguardo i negozi chiusi nei centri storici, con Perugia che fa registrare tra il 2008 e il 2017 una delle peggiori performance: -24 per cento. All’elaborazione dell’ufficio studi di Confcommercio, che si basa sui dati della Camera di commercio, ribatte il Comune con quelli rilevati dai suoi uffici attraverso le rilevazioni periodiche. Il problema è capire come confrontarli e se sono omogenei. «Riguardo alle notizie diffuse con dati negativi sugli esercizi commerciali attivi nel Comune di Perugia – dice Palazzo dei Priori – non si comprende come gli stessi siano stati tratti. Gli effettivi dati che emergono dalle rilevazioni periodiche degli uffici comunali del commercio mostrano, infatti, una tendenza degli ultimi anni in costante e netto miglioramento in tutto il territorio comunale, con numeri particolarmente brillanti per il centro storico».

I DATI DI PERUGIA E TERNI

I numeri Intanto vanno precisati i periodi presi in considerazione: il Comune rende noti i numeri che riguardano il periodo 2014/2017, mentre l’analisi di Confcommercio parte dal 2008, anno di inizio della crisi economica. Secondo l’associazione nel 2017 c’erano 319 negozi classificati sotto la categoria «commercio al dettaglio», mentre il Comune parla di 400 «esercizi di vicinato» nel 2014 e di 529 nel 2017, dove per questi ultimi si intende quelli con superficie di vendita non superiore a 250 metri quadrati nei comuni sopra 10mila abitanti. Quanto ai «pubblici esercizi», ovvero bar, ristoranti, alberghi, pizzerie e così via, il Comune parla di 180 realtà attive nel 2014 e 220 nel 2017, mentre secondo Confcommercio alla voce «alberghi, bar e ristoranti» ci sono 236 diverse realtà, 204 delle quali sono bar o ristoranti.

COME È CAMBIATO IL CENTRO STORICO IN UN DECENNIO

Il Comune «Pur nella consapevolezza che la crisi strutturale che ha colpito l’intero sistema paese – chiude il Comune – ha penalizzato e modificato soprattutto l’identità del piccolo commercio, che negli anni sono cambiate le dinamiche distributive, che le propensioni al consumo dei cittadini sono cambiate sia in termini di scelta del prodotto che di mercato (le dinamiche di crescita del commercio online ne sono l’esempio più evidente), i dati elaborati dall’Ufficio commercio raccontano una grande voglia di crescita del commercio perugino e una vitalità del commerciante del capoluogo, capace di rinnovarsi. Stiamo assistendo a un profondo rinnovamento dell’identità commerciale del centro storico, che consente di avere fiducia in un’ulteriore crescita in un ambito strategico della nostra economia».

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “Perugia, sui negozi chiusi in centro è guerra di numeri tra Comune e Confcommercio”

  1. Primo Tenca ha detto:

    Va tutto bene, i commercianti hanno minacciato una serrata perché gli affari vanno a gonfie vele!

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