sabato 21 ottobre - Aggiornato alle 23:17

Perugina, confermati i 340 esuberi: «Un anno di tempo per trovare soluzioni»

Azienda e sindacati si danno appuntamento al Mise. Nestlè: «In futuro una fabbrica da 600 occupati». Regione e Comune: «San Sisto diventi polo europeo»

Toia (Nestlè) passa davanti ai lavoratori
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9.30 - Inizia la riunione
12.30 - Terminato l'incontro
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Ore 13.00

La presidente Catiuscia Marini e il sindaco Andrea Romizi incontrano la stampa: «Con l’incontro di oggi le carte sono sul tavolo – ha dichiarato Marini – da qui al 30 giugno 2018, data di scadenza degli ammortizzatori sociali si apre un periodo di un anno di lavoro per il mantenimento a San Sisto di una fabbrica efficiente ma anche di livelli occupazionali stabili che non creino un’emergenza sociale. Vogliamo capire se Nestlé a livello europeo vuole investire su San Sisto come una fabbrica di punta, portando qui anche altre produzioni, oltre a quella del Bacio su cui è iniziato un lavoro apprezzabile ma che non basta». Romizi ha ribadito l’importanza della Perugina per la città: «Le istituzioni faranno la loro parte per il mantenimento di San Sisto come importante realtà industriale. Al fianco di questo si possono aprire anche altre partite come quella di un grande parco tematico sul cioccolato, ma non deve essere una cosa che prescinde dalla fabbrica».

Ore 12.45

I vertici Nestlè restano a dialogare brevemente con Regione e Comune. Poi Gianluigi Toia rilascia alcune dichiarazioni ai giornalisti: «Confermiamo le stime di uno squilibrio occupazionale di 340 persone quando scadranno gli ammortizzatori sociali. Siamo disponibili ad affrontare questa questione a 360° e a misurarci al tavolo del ministero. Per il futuro immaginiamo una fabbrica efficiente che dia lavoro a circa 600 persone. Sono già partite offerte di mobilità per 86 persone all’interno del gruppo Nestlè, l’incarico a una società di placement per la ricollocazione dei lavoratori in aziende del territorio più un piano di incentivazioni all’esodo e uno di prepensionamenti».

Ore 12.30

Terminato l’incontro. I sindacati escono e vanno ad aggiornare i lavoratori in Piazza Italia: «È l’inizio di un confronto che si sposta sul piano nazionale»

Ore 10.15

Sempre secondo indiscrezioni, i rappresentanti della Nestlé avrebbero espresso l’intento di portare avanti il Piano di rilancio secondo gli accordi del 2016. Ma, allo stesso tempo, avrebbero sottolineato come gli esuberi non siano una novità, bensì sarebbero espressione di quella marginalità sempre avuta a San Sisto, ma fin qui assorbita grazie agli ammortizzatori sociali. L’intento, dato che la cassa integrazione dal 2018 non sarà rinnovabile, è trovare di comune accordo una soluzione strutturale al problema

Ore 10

Da quanto filtra, a esordire è stata la presidente Marini, la quale ha ricordato di aver già attivato il governo per dirimere la vertenza in quanto la competenza su tali questioni di livello nazionale spetta al Mise. In ogni caso la Regione è impegnata in prima fila per trovare una soluzione. La presidente avrebbe anche espresso l’auspicio che il Piano sottoscritto nel 2016 venga portato avanti senza forzature dalle parti

Ore 9.40

A Piazza Italia un presidio con una sessantina di lavoratori, dietro uno striscione e con le bandiere dei vari sindacati, attende l’esito del tavolo

Ore 9.30

Inizia la riunione a Palazzo Donini che vede la presidente Catiuscia Marini con i rappresentanti di Nestlè, Rsu, sindacati e sindaco di Perugia

di Ivano Porfiri

Si alza la tensione, a Perugia, in vista della riunione del “tavolo istituzionale” sulla vicenda Perugina-Nestlé, convocato su input della presidente Catiuscia Marini per giovedì nella sede della Presidenza, a Palazzo Donini. L’appuntamento è alle 9.30 e i lavoratori saranno lì sotto ad aspettare l’esito.

La vertenza Come noto, a far partire una vertenza che nessuno auspicava, è stato l’annuncio da parte di Nestlè di 340 persone in esubero, da ricollocare, quando nel 2018 scadrà la cassa integrazione straordinaria. Un elemento che ha sorpreso anche i sindacati, nel bel mezzo del Piano di rilancio da 60 milioni (15 per l’ammodernamento di San Sisto e 45 per il marketing) che sta dando discreti risultati in termine di vendite, soprattutto all’estero.

Presidio dei lavoratori Sotto Palazzo Donini – durante l’incontro tra Nestlè, Rsu, sindacati, Regione e Comune di Perugia – ci saranno anche i lavoratori della Perugina. La decisione di dar vita ad un presidio è emersa dalla prima assemblea che si è tenuta mercoledì in fabbrica a San Sisto (un’altra è in programma alle 20.30) alla quale hanno partecipato circa 400 lavoratrici e lavoratori. Un’assemblea «concitata e nervosa – come riferiscono i sindacati e come era nelle cose – vista la tensione creata dal voltafaccia di Nestlé che la scorsa settimana, per voce dell’amministratore delegato Leo Wencel, ha annunciato un esubero di 340 addetti, stracciando di fatto l’accordo siglato con i sindacati nel marzo 2016 e cancellando tutto il percorso fatto nell’ultimo anno».

Al tavolo per capire cosa farà Nestlè «I lavoratori sono naturalmente preoccupati – spiegano i sindacati – ma sono anche compatti nella volontà di respingere l’idea balsana di Nestlé che vuole fare della fabbrica simbolo del cioccolato in Italia una ‘fabbrichetta da sottoscala’. Per questo – continuano – noi ci sederemo al tavolo domani non per parlare di numeri, ma per chiarire cosa vuole fare Nestlé in Italia, perché è questo che le istituzioni, Comune e Regione, devono pretendere dalla multinazionale, chiarezza e coerenza nel rispetto dei lavoratori e del nostro territorio. Questo non è il momento della strumentalizzazione politica – concludono i sindacati – pertanto invitiamo tutti coloro che hanno veramente a cuore il futuro di Perugina e dei suoi lavoratori a remare nella stessa direzione per sostenere una battaglia che si preannuncia lunga e che vede dall’altra parte del tavolo una delle più grandi multinazionali del mondo».

Polemiche politiche Quello stop alle polemiche politiche che non sembra essere ascoltato. Il consigliere regionale Marco Squarta (Fd’I) ha chiesto alla Giunta regionale di «far sentire in maniera energica la propria voce con Nestlè, facendo i conti con una crisi che sta letteralmente devastando l’economia dell’Umbria» dato che «le crisi del tessuto imprenditoriale umbro hanno tutte la stessa impronta: l’investitore promette piani di rilancio, ma poi spuntano gli esuberi. Il dipendente mandato a casa è sinonimo di mancanza di credibilità politica, nonostante le immancabili promesse la Giunta esce puntualmente sconfitta dai confronti con le proprietà e la sua azione risulta palesemente inefficace». La replica di Palazzo Donini è giunta a stretto giro definendo «irrituale che il consigliere regionale Marco Squarta, a meno di 24 ore dalla riunione del tavolo istituzionale sulla vicenda Perugia-Nestlè, convocato dalla Regione Umbria – la sola istituzione ad aver ritenuto necessario tale incontro – emetta un comunicato stampa dai toni propagandistici». «La Regione Umbria – aggiunge la nota – confidando pienamente nel supporto del Governo e del Ministero dello sviluppo economico, seguirà con la massima attenzione le vicende connesse allo stabilimento Perugina, così come ha sempre fatto in tutte le altre vertenze. Vale la pena ricordare al consigliere Squarta che le vertenze, appunto, non sono materia di propaganda politica e comportano un lavoro di squadra che impone serietà anche a livello istituzionale, ciò nell’interesse della città di Perugia e dei suoi lavoratori. Una necessità che anche lo stesso consigliere Squarta dovrebbe saper cogliere nel suo ruolo di membro dell’Assemblea legislativa regionale. Non si ritengono affatto utili, dunque, proprio nell’interesse delle sorti dello stabilimento di San Sisto, sterili polemiche politiche, soprattutto a poche ore di distanza della riunione di un tavolo istituzionale che affronterà la questione nel suo merito».

Interrogazione parlamentare Intanto Pietro Laffranco, deputato umbro di Forza Italia, annuncia un’interrogazione parlamentare in cui chiede «l’intervento tempestivo del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda sulla Nestlè-Perugina. E’ infatti fondamentale – spiega – tutelare i livelli occupazionali attuali dello stabilimento, che rappresenta una realtà strategica per la Regione Umbria e la città di Perugia, per lo sviluppo della quale è di fondamentale importanza procedere ad una difesa e ad un rilancio della fabbrica. Il ministro Calenda si impegni anche per incentivare la concreta attuazione all’accordo siglato tra la Nestlé ed i sindacati nell’aprile del 2016, che prevedeva un investimento di 60 milioni in tre anni. E’ impensabile che un’azienda della rilevanza della Perugina, dopo aver fatto ricorso alla Cassa Integrazione, metta a rischio il lavoro di circa 340 persone».

Una replica a “Perugina, confermati i 340 esuberi: «Un anno di tempo per trovare soluzioni»”

  1. Mario ha detto:

    no mi dispiace ma Toia non c è nella foto. ho lavorato 35 anni alla Perugina ..lo conosco

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