lunedì 21 ottobre - Aggiornato alle 03:50

Perugia, Open Fiber tappa i buchi e le buche: lavori finiti entro ottobre

Firmato col Comune il protocollo che chiude il progetto di città ‘Ultradigitale’. A luglio incontro per portare la banda a 1 Giga anche nelle frazioni

di Ivano Porfiri

Open Fiber completa il progetto di cablatura di Perugia con la fibra ottica. È arrivata mercoledì, fuori dal tourbillon della campagna elettorale, la firma sull’ultimo protocollo tra Comune e l’azienda ex Enel in attuazione delle convenzione che ha portato il capoluogo umbro a essere città pilota per la distribuzione capillare di tecnologia Ftth (Fiber To The Home cioè con la fibra che arriva direttamente dentro casa con velocità fino a 1000 Megabit). A darne notizia l’assessore uscente Francesco Calabrese, che di ‘Perugia Ultradigitale’ ha fatto il tema principale del suo mandato nella prima giunta Romizi.

Tappare i buchi L’accordo base prevedeva la copertura di 80 mila unità immobiliari, ma la fretta di completare gli interventi, per poi andare ad occuparsi di altre città, ha lasciato dei “buchi” corrispondenti a circa 10 mila abitazioni, in zone come centro storico, San Sisto, Ponte San Giovanni, Montebello, ma anche singole case o condomini (circa 1.500) nelle aree già cablate. Ebbene, come spiega Calabrese «il cronoprogramma allegato al protocollo dettaglia gli interventi anche per vie e numeri civici, con puntuali tempi di esecuzione previsti entro ottobre 2019». Per altre zone rimaste fuori copertura di Open Fiber, come ad esempio Ponte Rio, sono stati invece raggiunti accordi con Tim, che sta portando la “sua” fibra. Tra l’altro, ben presto si dovrebbe andare all’integrazione delle reti in una unica nazionale, ponendo fine a quella guerra della cablatura che giocò la sua prima e importante battaglia proprio a Perugia.

Tappare le buche Sempre nel protocollo, Open Fiber si impegna a completare un’altra partita, rimasta tasto dolente per la scorsa Amministrazione: i ripristini definitivi delle strade interessate dagli scavi. Cioè, se tutto andrà come previsto, entro ottobre tutte le vie “bucate” e rattoppate in modo provvisorio saranno rimesse a nuovo.

Aree esterne da cablare Ma, oltre al protocollo, c’è di più. E riguarda fette di territorio rimaste fuori la cablatura con la fibra. Si tratta di pezzi delle cosiddette “aree bianche” o “a fallimento di mercato” che non venivano considerate remunerative da Open Fiber o Tim tanto da portare internet a banda larga. La stessa Open Fiber si è aggiudicata il bando per collegarle con tecnologia Fttc (Fiber To The Cabinet) e connessione da almeno 100 Mega. Però il Comune di Perugia vuole andare oltre e coprirle con Ftth come la città compatta. Se ne parlerà in un primo incontro tecnico fissato per i primi di luglio. Il tema è contenere, per Open Fiber, la spesa a meno di 300 euro a unità immobiliare, considerata la soglia massima per fare l’investimento. Dunque il Comune dovrebbe metterci del proprio, magari coinvolgendo Umbria Digitale. L’intervento riguarderebbe, ad esempio, l’area di Cenerente-Canneto-Colle Umberto e quella di Ripa-Sant’Egidio-Pianello, ma anche altre frazioni che fanno un minimo di massa critica.

Lampioni intelligenti Infine, nell’accordo e cronoprogramma, c’è un intervento che fu escluso dalla convenzione ma su cui Open Fiber mantiene un accordo verbale, cioè la “rilegatura” in fibra della nuova rete cittadina della pubblica illuminazione. A che serve? «Apre un mondo di opportunità che riguardano anche, per esempio, l’applicazione della tariffa puntuale dei rifiuti – assicura Calabrese – oltre a consentire il controllo da remoto dei lampioni».

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