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domenica 27 settembre - Aggiornato alle 23:28

Perugia, che fine ha fatto Sandri? Cgil: «Se lo chiedono cittadini e lavoratori, intervenga Romizi»

La storica pasticceria di corso Vannucci chiusa dal lockdown: «Abbiamo cercato Ferretti ma si sottrae al confronto, va fatta chiarezza»

Le serrande chiuse della storica pasticceria - Foto Fabrizio Troccoli

Una delle vetrine più famose di Perugia, con i dolci a tema degli avvenimenti cittadini e non solo, abbassata da mesi. Si tratta, naturalmente di Sandri, la storica pasticceria che a inizio 2014 dopo un periodo di chiusura ha riaperto grazie all’accordo con il gruppo Ferretti, proprietario di altri negozi in città. Dopo il lockdown non ha mai riaperto e allora lavoratrici e lavoratori si sono rivolti alla Flai Cgil, per capire quale sarà il loro destino. «Che fine abbia fatto Sandri è una domanda che si stanno facendo in molti a Perugia – afferma Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil dell’Umbria – ma la vera domanda da farsi, a nostro avviso, è un’altra: cosa ne sarà delle lavoratrici e dei lavoratori che stanno subendo questa chiusura nella completa incertezza del proprio futuro?». Nelle ultime settimane si è parlato di una trattativa con un’azienda romana, anche se non è chiaro se sarà ancora utilizzato lo storico marchio; insomma, al centro della trattativa ci sarebbe più che altro il riutilizzo dei locali.

Attesa di ricominciare Greco spiega che, dopo aver affrontato il periodo di lockdown con la copertura degli ammortizzatori Covid 19, (peraltro rimanendo indietro con i pagamenti di alcuni mesi) i dipendenti di Sandri speravano in una riapertura, se non immediata almeno coincidente con la stagione turistica, che sta dando qualche timido segnale di ripartenza. Ma purtroppo questo non è avvenuto e la saracinesca della pasticceria è rimasta abbassata. «L’imprenditore Ferretti ha deciso che per ora non se ne fa nulla – continua Greco – Ma piuttosto che informare e spiegare alle maestranze tale decisone, alle ripetute richieste si è sempre sottratto, finché i lavoratori non hanno deciso di rivolgersi alla Flai Cgil. Al che abbiamo cercato di trovare un dialogo con la direzione aziendale, su mandato di tutti i dipendenti. Ma al solito – continua Greco – Ferretti si è sottratto e siamo riusciti ad interloquire solo con i consulenti, per gestire le richieste ulteriori di ammortizzatori, mentre alle specifiche domande riguardanti la riapertura abbiamo avuto risposte dilatorie e di circostanza».

Appello al sindaco «Ora – insiste il segretario della Flai Cgil – sappiamo che non spetta a noi decidere le sorti di un’attività, né possiamo costringere il signor Ferretti a riaprire il suo terzo locale (gli altri sono aperti), ma crediamo sia diritto delle lavoratrici e dei lavoratori avere risposte certe o quantomeno un dialogo, attraverso le proprie rappresentanze, sulle prospettive future della pasticceria». Ma non è solo all’imprenditore che la Flai Cgil si rivolge: «La storica pasticceria Sandri è situata proprio sotto le finestre del Comune di Palazzo dei Priori – osserva ancora Greco – e noi crediamo che l’amministrazione cittadina non possa restare a guardare, subendo in silenzio scelte imprenditoriali così penalizzanti. Il corso cittadino è la vetrina della città e necessita di esercizi pubblici di qualità, dove si torni a lavorare in sicurezza rispettando il protocollo Covid. Ecco perché – conclude Greco – c’è bisogno oggi più che mai che i lavoratori trovino risposte e rassicurazioni e che una volta per tutte si chiarisca che fine farà Sandri. Riaprirà? Quando? Come? Dietro queste domande ci sono uomini, donne, famiglie, figli e figlie che non possono vivere nell’assoluta incertezza il loro prossimo futuro. Le istituzioni cittadine battano un colpo, si affaccino alle loro finestre e lancino un segno di solidarietà alle tante famiglie che aspettano una risposta».

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