domenica 21 luglio - Aggiornato alle 23:13

Perugia-Ancona, imprese creditrici: «Ok a tavolo con Toninelli ma devono pagarci»

Dopo la visita del premier Conte la posizione ufficiale delle ditte: «Per ricominciare bisogna cambiare la modalità che ha portato a questa situazione»

Conte e Toninelli sul cantiere Quadrilatero

Accettano l’invito al tavolo annunciato da Toninelli ma restano ferme sulle loro posizioni, le imprese creditrici di Astaldi, impegnate ma non pagate per i lavori della Quadrilatero. Lo fanno sapere attraverso un comunicato stampa pochi giorni dopo la visita del premier Conte e dello stesso ministro per annunciare la ripresa delle attività nei cantieri, nel corso della quale hanno fatto pervenire una proposta di soluzione pubblicata da Umbria24. «Il Coordinamento delle imprese creditrici di Astaldi spa – si legge – ringrazia tutti coloro, a partire dal presidente Conte, dal ministro Toninelli e dai presidenti delle Regioni Umbria e Marche, per l’incontro e per l’attenzione dimostrata nell’ascoltare le ragioni delle imprese, nonché per la solerte disponibilità manifestata attraverso la convocazione di un tavolo per la ricerca di possibili soluzioni.

IL DOCUMENTO DELLE IMPRESE

Premessa indispensabile «Durante l’incontro – spiegano i portavoce Albano Morelli ed Emanuele Pepa –  abbiamo avuto modo di spiegare direttamente al presidente del Consiglio come il soddisfacimento dei nostri diritti risulti essere premessa indispensabile per la reale ripresa dei lavori e sia la condizione necessaria per permettere finalmente e per davvero il completamento dell’opera. Anche nella nostra recente manifestazione abbiamo sottolineato in modo netto come noi ci sentiamo la soluzione e non il problema». Le imprese che hanno lavorato sulla Perugia-Ancona, come più volte è stato ripetuto in questi mesi e dimostrato nel corso di una vicenda che ha visto le stesse imprese per ben tre volte subire, senza avere alcuna responsabilità, difficoltà economiche dei diversi contraenti generali, si presenteranno al tavolo del confronto con un atteggiamento costruttivo e nuovamente caratterizzato da responsabilità, disponibilità e fermezza.

Cambiare modalità «Tutti abbiamo a cuore, come imprese e come cittadini – ribadiscono Morelli e Pepa – la rapida e reale ripresa dei lavori e soprattutto il completamento di un’opera strategica per il nostro Paese e per un territorio che è segnato duramente da una devastante crisi economica. Crisi alla quale si sono aggiunte l’emergenza e le ferite lasciate dai recenti eventi sismici, non solo sulle popolazioni e le abitazioni ma pesantemente anche sulla rete infrastrutturale. Per ottenere questo risultato c’è bisogno di analizzare la storia di questi dieci anni, si deve partire dalla situazione reale del cantiere e dei lavori, non riproporre modalità e procedure che evidentemente hanno dimostrato di essere inadeguate, dimostrare coraggio e soprattutto buon senso». Le imprese che già hanno realizzato gran parte dei lavori sono pronte a mettersi «immediatamente a disposizione e completare questa importante infrastruttura», ma chiedono «di essere messe nelle condizione di farlo avendo assicurazioni certe sui propri crediti». Senza queste certezze non solo non sono in grado di riprendere i lavori ma rischiano, come già sta avvenendo, di «dover chiudere con incredibili ripercussioni di carattere economico, sociale e industriale».

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