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sabato 29 gennaio - Aggiornato alle 08:11

Pasta, formaggi e salumi, Coldiretti: a rischio 50 mila ettari. Cia: sistema agricolo da 1,5 miliardi

La densità delle aziende nelle aree colpite dal terremoto è quasi il triplo rispetto alla media nazionale. Umbria fattura 600 milioni con l’export dei prodotti; 170 aziende e 80 allevamenti

Gli ultimi pascoli prima della transumanza

Sono circa 50 mila gli ettari a rischio per le semine autunnali di cereali se non verranno garantite le scorte di frumento, orzo, avena e farro necessarie per coltivare un territorio vocato all’agricoltura e all’allevamento. È quanto emerso dall’incontro degli agricoltori, pastori e allevatori della Coldiretti a Norcia e nell’azienda Angeli di Pieve Torina in provincia di Macerata, con il presidente nazionale Roberto Moncalvo accompagnato dall’Unità di crisi della Coldiretti. Tremila, circa, le aziende agricole a rischio nei territori dei comuni di Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo colpiti con danni strutturali gravi nelle campagne dove c’è una significativa presenza di allevamenti.

Triplo aziende agricole della media nazionale La densità delle aziende agricole nelle aree terremotate è quasi il triplo della media nazionale. I 2/3 della superficie agricola sono destinati a prati e pascoli per il bestiame, a conferma della centralità dell’attività di allevamento in questi territori. In Umbria sono circa un centinaio le stalle di dimensione economica rilevante in difficoltà. L’agricoltura, tra manodopera familiare ed esterna, contribuisce in modo importante all’occupazione e all’economia di quei territori, ma – sottolinea Coldiretti – alimenta anche un fiorente indotto agroindustriale con caseifici, salumifici e frantoi dai quali si ottengono specialità di pregio famose in tutto il mondo che sostengono il flusso turistico che, tra ristorazione e souvenir, rappresentano la linfa vitale per la popolazione.

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Patate e lenticchie a confronto Le scosse mettono a rischio anche specialità conservate da secoli, dalla lenticchia di Castelluccio Igp al pecorino dei Sibillini, dal Vitellone Bianco Igp alla patata rossa di Colfiorito, dallo zafferano al tartufo, dal ciauscolo al prosciutto di Norcia Igp, che nell’insieme rappresentano un patrimonio culturale del Paese, oltre che economico ed occupazionale. Se della patata di Colfiorito si contano appena 60-70 ettari coltivati sono 140 quelli della lenticchia di Castelluccio mentre il prosciutto di Norcia Igp con una produzione di 2.350 tonnellate fattura oltre 50 milioni di euro.

Diecimila posti in ballo Il Decreto per l’emergenza del sisma – ha sottolineato il presidente nazionale della Coldiretti Moncalvo – crea le condizioni per salvare i diecimila posti di lavoro a rischio nelle campagne terremotate con un aiuto per il mancato reddito sugli animali allevati dalle pecore ai bovini che è stato aumentato da 1 a 10 milioni, nonché anticipi sui contributi europei per far fronte alle esigenze di liquidità mentre verranno raddoppiate le 200 stalle mobili ed i 70 moduli abitativi previsti dai bandi regionali in dirittura di arrivo. Ora – ha dichiarato il presidente della Coldiretti Umbria, Albano Agabiti – occorre una corsa contro il tempo anche per dare la possibilità agli allevatori di stare vicino ai propri animali con container, roulotte o moduli abitativi ma servono anche ricoveri sicuri per il bestiame con stalle, fienili e casolari lesionati, distrutti o inagibili. La ricostruzione vada di pari passo con la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo per non rassegnarsi all’abbandono e allo spopolamento.

Cia: compromesso sistema agricolo da 1,5 miliardi Secondo il presidente Cia Dino Scanavino in Umbria il terremoto ha «compromesso un sistema agricolo da 1,5 miliardi». E’ dunque necessario «aiutare a fronteggiare l’emergenza e sostenere aziende e allevatori che vogliono rimanere sul territorio per ricostruire, salvando un sistema agricolo straordinario che fattura circa 600 milioni solo con l’export dei prodotti d’eccellenza come quelli della Valnerina». Oggi Scanavino si è recato in Umbria per incontrare le imprese associate colpite dal sisma. La situazione è drammatica e le richieste degli agricoltori che non vogliono abbandonare le loro aziende e i loro animali sono chiare – è detto in una nota -: con l’arrivo dell’inverno servono soluzioni immediate, visto che il 90 per cento delle strutture è danneggiato e il bestiame rischia di ammalarsi o morire a causa del freddo senza un ricovero adeguato. «Ci dicono che presto arriveranno i moduli abitativi temporanei per noi e le stalle mobili per gli animali – hanno detto gli allevatori a Scanavino – ma qui presto vuol dire ora, domani al massimo, perché con la pioggia e il gelo si fa sempre più fatica a resistere.

170 aziende agricole e 80 allevamenti danneggiati Mentre continuano sopralluoghi e segnalazioni dal primo parziale bilancio dei danni della Cia nella regione risultano ad oggi 170 aziende agricole coinvolte e 80 allevamenti danneggiati tra Norcia, Cascia, Monteleone di Spoleto, Preci. Resta, poi, il rischio di frane molto elevato a Norcia e Castelluccio con difficoltà enormi di circolazione nelle strade di accesso principali e in parte della viabilità minore. Solo per gli allevamenti ancora presenti a Castelluccio si parla di 600 pecore, cento bovini e una quarantina di cavalli. Per le greggi è previsto il rientro in transumanza, con camion scortati da mezzi di soccorso che provvederanno a portare a valle cavalli e bovini.

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