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mercoledì 2 dicembre - Aggiornato alle 00:52

Pampepato di Terni, ufficiale l’iscrizione nel registro delle Igp

Ivana Fernetti: «Dopo tre anni dall’avvio dell’iter finalmente forzi ripagati, peccato non poter festeggiare»

 

di Mar. Ros.

C’è la soddisfazione da un lato, l’amarezza dall’altro. Esulta il gruppo ‘produttori del Pampepato di Terni’, per il quale è stata  finalmente ottenuta l’Indicazione geografica protetta, ma si rammarica la presidente Ivana Fernetti per il periodo in cui arriva la comunicazione dell’Ue, visto che coincide con una nuova ondata pandemica del virus Covid-19 che porta con sé il timore di nuovi stop: «Non possiamo festeggiare la notizia come avremmo voluto e come merita, dopo tre anni di dedizione».

L’IMPORTANZA DELL’IGP

Pampepato di Terni IGP L’iscrizione del dolce ternano nel registro delle Indicazioni geografiche protette però, rappresenta se vogliamo, proprio perché arriva in un momento davvero buio. «Proprio così dobbiamo vedere la cosa. Sono serviti ben tre anni ma il lavoro è stato ripagato e il mio ringraziamento – dichiara Fernetti – va a tutti coloro che a vario titolo hanno creduto in questo progetto. Si tratta di un importante riconoscimento per questo dolce dalle origini umili e antiche, l’Igp rafforza un legame con la cultura, la storia e le tradizioni del proprio territorio. Per le numerose piccole aziende artigianali che producono il Pampepato sarà di sicuro un un’importante possibilità di sviluppo produttivo ed economico». Al progetto hanno contribuito, oltre a pasticcerie e forni, la Camera di commercio di Terni, Confartigianato imprese Terni, Coldiretti Umbria, Parco Tecnologico agroalimentare dell’Umbria, Confcommercio Umbria, Accademia italiana della cucina di Terni, Comune di Terni, Comune di Narni, Istituto alberghiero Cangrande di Terni: «Tutti – ricorda Ivana Fernetti – hanno lavorato per raggiungere questo significativo risultato. Il mio ringraziamento a loro, al consiglio del gruppo produttori e ai singoli cittadini che ci hanno sostenuto».

Natale 2020 L’iter, se da un lato può dirsi concluso, dall’altro in verità è da intendersi da perfezionare. Il parco 3A che avrà il compito di vigilare sul rispetto del  disciplinare, dovrà infatti ottenere l’approvazione delle autorità competenti del dispositivo di controllo che intende adottare. In ogni caso, il più è fatto e l’Igp, dopo tre mesi senza osservazioni e opposizioni alla domanda pubblicata in Gazzetta Ue, arriva alle porte del prossimo Natale, la festa che nella città di San Valentino, al Pampepato ha dato i natali. Nella più ottimistica delle ipotesi, la prima produzione del diamante delle terre di San Valentino potrebbe avvenire proprio per le prossime festività, pronto ad addolcire banchetti che, per forza di cose, saranno un po’ più tristi del solito.

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