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domenica 11 aprile - Aggiornato alle 23:13

Pampepato di Terni Igp e quello ‘di Gianna’: Arrone primo forno con la certificazione Ue

Tra le pasticcerie aderenti, Evy e FF abilitate alla vendita del dolce di Natale col marchio blu: produttori verso consorzio di tutela

di Mar. Ros.

Si allunga, ma molto lentamente, la lista dei produttori di Pampepato abilitati a vendere il dolce con la denominazione ‘di Terni Igp’. Prima di Natale 2020, solo la pasticceria Evy di Borgo Rivo è riuscita a ottenere la certificazione ma per il prossimo, e perché no anche per Ferragosto, altri due si sono preparati con largo anticipo: un’altra pasticceria (che è anche gelateria e lounge bar), Ff Poscargano e il primo forno tra quelli aderenti all’iniziativa, il panificio Fioretti & Orsi di Arrone che già da mesi, a seguito della procedura sotto l’occhio vigile di un addetto del Parco tecnologico 3A (che ha seguito la preparazione dalla pesatura degli ingredienti alla cottura del ‘Diamante nero delle Terre di San Valentino’), ha ottenuto il nulla osta alla commercializzazione del ‘Pampepato di Terni Igp’.

Il forno di Arrone L’iscrizione del Pampepato di Terni nel registro europeo delle denominazioni Dop e Igp (primo dolce dell’Umbria ad aver ottenuto il riconoscimento), come già detto, infatti, rappresenta sì un punto di arrivo per il comitato promotore che si è speso per le procedure burocratiche del caso, ma soprattutto di partenza per i numerosi produttori che hanno aderito al progetto e su questo hanno investito. Mauro e Giordano del forno di Arrone, non appena trascorso il periodo delle festività natalizie 2020, si sono tolti il pensiero prima ancora di mettersi al lavoro per i dolci di Carnevale o le delizie di Pasqua e non nascondono che tutto sommato le vendite sono andate bene anche col ‘Pampepato di mamma Gianna’, alla produzione del quale non intendono certo rinunciare. Al banco dei dolci saranno disponibili entrambe le versioni: «L’augurio è che col dolce a marchio Igp il nostro mercato possa conoscere un’espansione – racconta Giordano, il più giovane del panificio arronese e membro del direttivo panificatori di Confartigianato Terni -, ma non vorremmo certo deludere i nostri affezionati clienti, che quindi possono star certi di trovare il dolce natalizio di sempre, ma magari saranno anche curiosi di assaggiare quello fatto secondo il disciplinare approvato dall’Europa».

Pampepato di Gianna Nel percorso che ha portato all’iscrizione del dolce nel registro europeo delle denominazioni Dop e Igp, in effetti, uno dei passaggi più delicati è stato senza dubbio quello della condivisione della ricetta fra tutti i produttori, quella a 16 ingredienti ispirata ai trucchi di Luciano Clericò. «Rispetto alla versione ‘di Gianna’ – spiega ancora Giordano Fioretti – quello a marchio Igp è maggiormente speziato». Ad ogni modo, c’è soddisfazione per questo risultato: «Abbiamo aderito convintamente al progetto dell’Igp per il Pampepato di Terni – rivelano i titolari – ed essere tra i primi produttori abilitati a sfornare e quindi commercializzare il Pampepato di Terni Igp, nonché in assoluto il primo panificio tra quelli coinvolti, sicuramente è motivo di orgoglio e anche di speranza in questo periodo buio per effetto della pandemia Covid-19. La nostra attività non ne ha risentito, ma certo il contesto generale non aiuta a pensare positivo, quindi il buon esito di iniziative come questa, che non sono solo imprenditoriali ma che danno il senso dell’appartenenza a un territorio e valore alle sue tradizioni, è di buon auspicio».

Pampepato di Terni Igp La lista dei produttori che devono compiere questo passo decisivo, come detto, è ancora molto lunga: solo tre hanno completato l’iter e in tutto sono oltre 40 e se prima erano costituiti in comitato, come soggetto promotore dell’iniziativa, oggi quell’organizzazione è da ritenersi sciolta, come da atto griffato dal notaio Clericò, che nel 2017 ha prestato gratuitamente la sua professionalità per la causa. L’evoluzione naturale di questi gruppi di produttori è quella di costituire un consorzio di tutela, come quello già esistente, ad esempio, per il Prosciutto di Norcia Igp: Confartigianato Terni si starebbe già muovendo per sensibilizzare pasticceri e panificatori in tal senso. Il passo successivo, per tutti, a quel punto, sarà lavorare per l’export.

 

 

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