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giovedì 30 giugno - Aggiornato alle 21:21

Palasport Terni, Fondazione Carit: «Pronti a finanziare l’opera, il sindaco lo sa»

Nel 2018 quasi 6 milioni di euro a favore del territorio, Carlini: «Teatro Verdi binario morto, copertura anfiteatro solo rimandata»

di Mar. Ros.

«Vorremmo intervenire per la realizzazione del Palazzetto dello sport, conosciamo le difficoltà economiche del Comune e ci mettiamo a disposizione». Queste le parole del presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini, che parla ad interlocuzioni già avviate: «Ne abbiamo parlato in maniera concreta e tangibile sia con il sindaco che con l’assessore ai lavori pubblici. In questo momento – ha aggiunto – ci sembra il binario più attivo e non morto come il teatro Verdi, un progetto che va riconsiderato e riponderato a causa dei vincoli che devono essere approfonditi. Tutto il Consiglio di amministrazione condivide la volontà di dotare la città di qualcosa di veramente importante». Per quanto riguarda invece l’anfiteatro Fausto Carlini dice: «Il discorso è solo rimandato, i tecnici stanno lavorando a livello nazionale per far capire la bontà dell’opera (che non convince la Soprintendenza) quindi non ritengo il capitolo definitivamente chiuso».

Luigi Carlini Queste le parole del numero uno di palazzo Montani Leoni alla conferenza stampa di fine anno, quando il completamento della fontana di piazza Tacito, si ritiene invece ormai scontato. Per quell’opera, prossima alla fase 6 (distacco mosaici, restauro, musealizzazione e rifacimento) la Fondazione ha sborsato 830 mila euro. Nell’anno che sta per terminare, in tutto la Carit ha erogato tramite bandi e call cinque milioni e 800 mila euro. «Un milione di euro in più rispetto allo scorso esercizio, nei sei settori di intervento: ricerca scientifica e tecnologica 264.520,13 euro; arte attività e beni culturali 1.880.202,67 euro; salute pubblica 594.000,00 euro; educazione e istruzione 638.944,04 euro; volontariato filantropia e beneficenza 1.268.859,80 euro; sviluppo locale 1.247.511,30 euro».

Carit Otto i bandi pubblicati dalla Fondazione nel corso del 2018: «Eventi musicali; palestre e spazi esterni adibiti ad attività motorie nelle istituzioni scolastiche pubbliche del secondo ciclo; richieste generali di contributo; promozione e valorizzazione siti turistici e culturali; welfare di comunità; lettori madre lingua per le scuole; sostegno attività annuale delle associazioni senza scopo di lucro ed enti ecclesiastici; visite guidate, viaggi d’istruzione e uscite didattiche. In aggiunta è stata pubblicata una ‘Call for proposal per il restauro di beni storico artistici del territorio’». Tra i restauri più significativi selezionati nell’ambito della ‘Call’ il presidente ha segnalato «il restauro delle superfici decorate della chiesa di San Domenico e il restauro di 8 dipinti presenti nella cattedrale di San Giovenale e nella chiesa di Sant’Agostino a Narni, il restauro delle insegne araldiche a Terni e il restauro del dipinto su tavola raffigurante la Madonna con il Bambino e i santi Giovanni Battista e Francesco conservato nella Pinacoteca ‘Edilberto Rosa’ di Amelia».

Mostre Oltre ai bandi la fondazione Carit interviene anche con iniziative proprie predisponendo progetti e studi di fattibilità. «Un posto rilevante è occupato dalle mostre d’arte a palazzo Montani Leoni, sede della Fondazione. Nel 2018 sono state realizzate due rassegne: ‘Tra Macchiaioli e Belle Époque’ (conclusa il 17 giugno) e ‘Presenze artistiche in Umbria’ (ancora in corso fino al 24 febbraio 2019), che in una sola settimana di apertura ha registrato già oltre 600 presenze». Con le risorse disponibili nel settore dell’arte e cultura sono stati inoltre stanziati, sempre come iniziativa propria, fondi per l’acquisto delle opere d’arte da primarie gallerie e case d’asta per la ‘Collezione della Fondazione, patrimonio della comunità’. La quadreria si è quindi arricchita con ‘Sosta di cavalleggeri’ di Giovanni Fattori (1825-1908), una scultura in marmo bianco raffigurante Caracalla del 17° secolo e ‘Combustione’, opera firmata, dedicata e datata sul retro ‘Roma 61’ di Alberto Burri (1915-1995).

Il prossimo anno Per il 2019, Carlini ha evidenziato poi che «rimarrà costante l’impegno economico della Fondazione nei sei settori d’intervento come stabilito nel programma pluriennale di attività 2018-2020. È prevista l’erogazione della somma complessiva di 4 milioni di euro, che potrà essere anche incrementata nel corso dell’esercizio con il recupero di residui passivi relativi a stanziamenti inutilizzati». Anche nel 2019 è prevista la pubblicazione di diversi bandi, alcuni simili a quelli del 2018 per consentire una continuità di intervento sul territorio, altri nuovi e più innovativi in particolare rivolti alle scuole e allo sviluppo locale. Tra questi, in uscita a gennaio, il consueto bando per il finanziamento di eventi musicali e per gli spettacoli teatrali e, come sperimentato con successo negli scorsi anni, sempre a gennaio è prevista la pubblicazione di un bando per ‘Richieste generali di contributo’, che interesserà vari ambiti di intervento per consentire il supporto all’attività progettuale istituzionale dei beneficiari.

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