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martedì 7 febbraio - Aggiornato alle 13:25

Pace fiscale, condono sulle cartelle esattoriali: ecco cosa prevede

L’orientamento del Governo Meloni. Come funziona per chi ha debiti fino al 2015 e per gli anni a seguire

Una sede dell'Agenzia

In tanti si stanno chiedendo cosa prevede la ‘pace fiscale’ del nuovo Governo Meloni, deciso in Consiglio dei ministri nella nuova Finanziaria. Le informazioni sono ancora in divenire e non definite, a provando a raccogliere quanto anticipato da vari quotidiani nazionali il quadro che emerge è il seguente. Si tratta di un mini condono, particolarmente per chi ha cartelle datate in un periodo di 15 anni, e cioè dal 2000 al 2015 per importi inferiori a mille euro. Per queste cartelle si pagherà il 50% delle imposte dovute mentre l’altra metà finirà nel cestino. Saranno cancellati anche sanzioni e interessi.

Chi non è riuscito a pagare le tasse quest’anno potrà farlo a rate, senza versare interessi e sanzioni. Rateizzazione fino a cinque anni anche per i debiti maturati tra il 2019 e il 2021, anni della pandemia, con una sanzione ridotta al
5%. Si pensa che anche le cartelle datate dopo il 2015 conosceranno una nuova forma di rottamazione, con nuove sanzioni che sostituiscono quelle applicate, per una vantaggiosa che potrebbe essere ridotta al 5% e la possibilità di rateizzare per 5 anni.

Secondo il quotidiano La Stampa, «il pacchetto della «tregua fiscale» inserito nel collegato fiscale andrà oltre la semplice rottamazione delle cartelle. Tra le misure figurano infatti la regolarizzazione degli omessi versamenti tramite ravvedimento speciale; la riapertura dei termini della collaborazione volontaria; la definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni, dei processi verbali di constatazione, degli atti del provvedimento di accertamento, delle controversie tributarie e la loro conciliazione agevolata e la rinuncia agevolata dei giudizi tributari pendenti in Cassazione».

Sempre secondo le anticipazioni di stampa sarebbe prevista anche la rottamazione o saldo e stralcio dei carichi affidati alla riscossione dal 1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022 e la rimodulazione delle scadenze dell’inesigibilità, con possibilità di restituzione anticipata dei crediti non riscuotibili. Potranno essere sanate le violazioni amministrative mentre non ci sarà alcuna sanatoria dei reati penali.

Stop agli aumenti sulle multe per violazione del Codice della strada: l’automatismo sarà bloccato. Tra gli interventi in materia di Fisco non ci sarà subito la «voluntary disclosure» per il rientro dei capitali, ma il governo non intende abbandonare il provvedimento e per ora lo ha solo accantonato.

Provando a esemplificare l’orientamento del Governo sui debiti delle persone con la pubblica amministrazione, si potrebbe dire che il primo punto riguarda la ‘debitoria ordinaria’ ovvero tutto quello che è in fase amministrativa e non è ancora in ruolo, ovvero è stata segnalata dall’agenzia delle Entrate ma non ancora passata a quella della Riscossione, per cui si individueranno delle agevolazioni. Il secondo punto è sulla ‘debitoria straordinaria’, ovvero già in mano all’agenzia della Riscossione e prevede un condono tatale per quanto maturato fino al 2015 e una nuova rottamazione, con sanzioni ridotte, per gli anni a seguire. Il terzo punto riguarda le liti pendenti, ovvero i contenziosi aperti con la pubblica amministrazione: una sorta quindi di ‘patteggiamento’ per cui il debitore, senza aspettare la decisione del giudice, si accolla una parte del debito a saldo di tutto. Un nuovo fronte è probabile si apra anche con chi aveva già rottamato ma poi, non è riuscito a pagare le rate. Potrebbe vedersi riaperti i termini per la rateizzazione.

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