martedì 16 ottobre - Aggiornato alle 03:30

Opere pubbliche, Comuni umbri e costruttori chiedono più semplificazione: «Torniamo a investire sul futuro»

Anci e Ance hanno presentato un pacchetto di proposte: «Condividiamo gli stessi temi e interessi»

Un cantiere (foto F.Troccoli)

Non solo una semplificazione degli aspetti procedurali, ma anche un aumento della soglia per quanto riguarda l’affidamento di progetti così da portarla alla quota dei servizi. E inoltre regole più chiare e più semplici, di facile comprensione e applicazione, «che creano così, senza opacità e possibili interpretazioni, le condizioni migliori per realizzare i lavori rapidamente e per combattere l’illegalità». Anci e Ance, ovvero l’associazione dei Comuni e quella dei costruttori di Confindustria, mercoledì a Perugia hanno presentato il loro pacchetto di proposte, volte a far ripartire gli investimenti, che ricalca quelle lanciate a livello nazionale con lo «Sbloccacantieri».

Le proposte In un documento di undici pagine si parla della necessità di una piena attuazione (tramite i provvedimenti attuativi) del nuovo Codice degli appalti, della semplificazione per i piccoli Comuni, di una definizione più celere delle regole per l’utilizzo delle piattaforme digitali che vanno usate per gli appalti pubblici, del ripristino dell’appalto integrato e non solo. Anci e Ance puntano a far sì che, per i lavori di importo pari o non superiore alla soglia comunitaria (due milioni), l’offerta economicamente più vantaggiosa sia consentita solo «in presenza di complessità tecnica dell’appalto». In più Comuni e costruttori vorrebbero l’eliminazione dell’obbligo di indicare la terna di subappaltatori, un ruolo diverso delle Stazioni uniche appaltanti nel senso di una maggiore valorizzazione di aggregazione come le Unioni di Comuni. Nel documento viene sottolineata anche la necessità di velocizzare le procedure che riguardano la definizione del contenzioso, che comunque è pari, secondo un’indagine statistica del Consiglio di Stato pubblicata il 31 dicembre 2017 su dati Anac, al 3% degli appalti banditi. Tra le richieste anche la semplificazione delle procedure relative agli incarichi di progettazione e uno stop al meccanismo del sorteggio «tout court» delle imprese per le procedure fino a un milione di euro, con procedure diverse (dall’affidamento diretto agli inviti fino al sorteggio pubblico qualificato) a seconda degli importi.

Costruttori e imprese «In questo particolare momento storico – ha detto il presidente di Anci Umbria Francesco de Rebotti – Comuni e imprese condividono temi e interessi come la rigenerazione, riqualificazione e la sostenibilità dello sviluppo urbanistico oltre che necessità di supportare il mercato dell’edilizia, anche a livello regionale. Per sbloccare le risorse, e quindi i cantieri, non basta semplificare al massimo le norme, ma è necessario contrastare le cattive pratiche annidate nelle lungaggini procedurali». «Tra Comuni e imprese – ha aggiunto Stefano Pallotta, presidente di Ance – si parla all’unisono e c’è assoluta unità di intenti sul fatto che gli investimenti pubblici possano andare in una direzione utile a tutti, indirizzandole verso opere pubbliche che potranno migliorare il volto delle città e quindi la qualità della vita delle persone. L’ipertrofia normativa che coinvolge le procedure legate all’edilizia può più facilmente portare alla corruzione, più c’è semplificazione, più c’è trasparenza.Regole più chiare e più semplici, di facile comprensione ed applicazione, che creano così, senza opacità e possibili interpretazioni, le condizioni migliori per realizzare i lavori rapidamente e per combattere l’illegalità».

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