venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:50

Nuovo sciopero all’Acciaieria di Terni, sindacati: «Inefficienze scaricate sui lavoratori»

Manca l’argon, scatta la fermata di tre giorni e l’azienda ricorre alla cassa integrazione: braccia incrociate in tutti i reparti

di Chia.Fa.

Ancora quattro ore di sciopero all’Acciaieria di Terni. Ci sono la mancanza di argon, la conseguente fermata non programmata della linea a caldo fino a mercoledì e la gestione dei lavoratori, al centro della nuova protesta proclamata dalle Rsu del sito siderurgico che venerdì 6 dicembre si preparano a incrociare di nuovo le braccia contro «una gestione irresponsabile» di Ast, che sabato per coprire lo stop produttivo ha fatto scattare le ferie forzate, mentre da lunedì a mercoledì si ricorrerà alla cassa integrazione.

Nuovo sciopero in Ast Nel mirino ci sono «metodi approssimativi e confusionari», ma anche «incapacità e inefficienze aziendali» che secondo i rappresentati dei lavoratori sono seguite, nello specifico, alla comunicazione telefonica di venerdì sera con cui la direzione aziendale ha comunicato l’assenza di argon in fabbrica e la fermata non programmata della linea a caldo, cui i sindacati hanno risposto con la «richiesta di far seguire ai lavoratori interessati il turno di appartenenza. Un’istanza che è stata prima accolta e poi nel giro di pochi minuti e unilateralmente si contraddiceva, comunicando la copertura della fermata con la cassa integrazione ordinaria». Il caso è stato affrontato lunedì mattina in un summit in cui è stato confermato il ricorso alla cassa integrazione. Secondo le Rsu, poi, l’assenza del responsabile delle risorse umane, ossia Luca Villa, è «un fatto grave» che viene giudicato «pretestuoso e scorretto, nel quadro di un atteggiamento che – si legge in una nota – mette in risalto il basso livello delle relazioni industriali, sindacali e di rispetto verso i lavoratori». Ergo: ancora quattro ore di sciopero.

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