venerdì 26 aprile - Aggiornato alle 17:55

Nuove nubi per il Mercatone Uno, Shernon chiede concordato preventivo: «Fulmine a ciel sereno»

Il gruppo che ha acquistato il marchio già dà segnali di problemi. Il sindaco Chiodini: «A Roma per difendere nuovamente questi posti di lavoro»

magione mercatone uno
Il punto vendita di Magione

«Un fulmine a ciel sereno ma noi continueremo ad essere al fianco dei lavoratori perché il Mercatone Uno del nostro territorio possa riaprire il prima possibile». Così il sindaco di Magione commenta la notizia che la Shernon Holding, società che solo 9 mesi fa ha acquisito 55 punti vendita dello storico marchio, ha deciso di presentare domanda di ammissione al concordato preventivo, procedura a cui possono aderire aziende in crisi per arrivare a un risanamento.

Fulmine a ciel sereno «Una novità veramente inaspettata – spiega il primo cittadino – visto che poco tempo fa i dipendenti riassunti avevano seguito un corso di formazione in vista della riapertura. Inoltre, visti i contatti sempre aperti da parte della società con la proprietà dello stabile e con l’amministrazione comunale, era prevista la presenza dell’amministratore delegato del gruppo, insieme ai rappresentanti delle sigle sindacali e dei lavoratori, all’inaugurazione della rotonda allo svincolo di Magione, opera che ha sicuramente garantito una migliore appetibilità della zona. C’erano quindi tutti i presupposti per confermare quanto messo nero su bianco nelle diverse comunicazioni date dalla Shernon in merito alla riapertura del punto vendita di Magione prevista tra giugno e luglio».

Incontro a Roma «È difficile comunque in questo momento – prosegue – capire le reali condizioni del gruppo. Cioè se si tratta di un concordato preventivo in attesa di un aumento di capitale che possa garantire un migliore rilancio, oppure un concordato preventivo che è legato a una difficoltà di liquidità. La cosa certa è che sarò presente, come fatto in tutti quelli precedenti, all’incontro convocato a Roma dai sindacati per il 18 aprile al ministero dello Sviluppo economico per cercare di raccogliere personalmente informazioni non solo dai sindacati ma anche dalla proprietà. Dobbiamo difendere questi posti di lavoro e l’idea che il Mercatone Uno riapra, come era nei programmi, il prima possibile con la dotazione organica che, con grande difficoltà, in questi mesi si è riusciti a garantire grazie alla trattativa serrata che i sindacati hanno portato avanti a livello nazionale».

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