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domenica 22 maggio - Aggiornato alle 18:58

Norcia, le imprese alimentari colpite dal terremoto: a dura prova l’economia del prosciutto e del tartufo

Metà delle imprese fanno business nel settore dell’agroalimentare. E’ il Made in Italy uno dei settori trainanti del paese: turismo ed export. Mucche, ovini e maiali scappano dalle stalle

Prosciuttificio di Norcia colpito dal terremoto (foto archivio Fabrizio Troccoli)

di Enzo Beretta

Norcia, famosa in Italia e nel mondo per il suo tartufo nero e per i suoi salumi, assiste inerme alla distruzione di interi depositi di prosciutto. Circa la metà delle imprese a Norcia, anche quelle più piccole, fanno business nel settore dell’agroalimentare. E’ il Made in Italy, infatti uno dei settori trainanti dell’economia locale: turismo ma anche tanta esportazione. Ora però tanti occupati non sanno se potranno continuare ad operare all’interno dei capannoni industriali colpiti dal sisma.

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Norcinerie e prodotti top di gastronomia L’agroalimentare – con le norcinerie e i prodotti top di gastronomia – è il settore che fa la differenza: tanti ovini e bovini però sono scappati dalle stalle tanto che il governo ha promesso container per le persone ma anche luoghi dove poter mettere al riparo gli animali utili alla produzione. Mucche, vitelli e maiali vagano senza direzione allontanandosi dai capannoni delle stalle: anche i cancelli dei recinti sono crollati.

Situazione veterinaria Prosegue il censimento dei danni. In Umbria, ad oggi, risultano coinvolti 43 allevamenti, 39 abitazioni, 27 stalle, 28 depositi lesionati, cinque allevamenti a Cascia, due a Monteleone di Spoleto, 35 a Norcia e uno a Preci.

800 mila prosciutti Secondo Il Messaggero nella zona di Norcia ammonta a un miliardo di euro il fatturato annuo complessivo e sono 800 mila i prosciutti prodotti. Sono una ventina, invece, le realtà imprenditoriali iscritte ad Assindustria ed otto di queste sono impegnate proprio nel settore agroalimentare cresciuto del 50 per cento negli ultimi cinque anni. Secondo l’infografica del quotidiano romano nella zona di Norcia sono 200 le stalle, duemila le mucche e diecimila le pecore.

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90 per cento sono aziende di tipo familiare Coldiretti ha espresso «apprezzamento» per l’impegno del presidente del Consiglio Matteo Renzi a favore degli agricoltori colpiti. Nelle zone colpite dal sisma – precisa Coldiretti – la percentuale maggiore di superficie agricola utilizzata è destinata a prati permanenti e pascoli, a conferma del deciso orientamento verso le attività di allevamento e il prevalere quasi ovunque delle pecore. I bovini sono presenti a Norcia e a Cascia dove oltre il 90 per cento delle aziende agricole sono di tipo familiare, condotte direttamente dal coltivatore con una forte presenza dell’agriturismo che è particolarmente presente nei comuni dell’Umbria dove tocca la percentuale del 33%, soprattutto a Norcia (50%) e a Preci (75%).

Raddoppiate le forniture di stalle temporanee L’intervento a favore degli allevatori colpiti dal terremoto in Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo verrà portato da 1 a 10 milioni di euro e saranno raddoppiate le forniture di stalle temporanee per gli animali e di moduli abitativi (container) che sono già state messe a bando dalle Regioni. Sono le prime misure stabilite nel corso della riunione al Mipaaf alla quale, tra gli altri, hanno partecipato il ministro Maurizio Martina e l’assessore regionale umbro Fernanda Cecchini. Al dicastero di via XX settembre sono state definite le strategie di lavoro per fronteggiare le prime necessità di allevatori e agricoltori. In una nota l’assessore Cecchini ha spiegato: «Stiamo mettendo in campo tutte le azioni necessarie perché agricoltori e allevatori possano restare nella loro terra e assicurare la ripresa e il rilancio delle attività produttive. Dal ministro sono arrivate risposte importanti, nessuno sarà abbandonato. Ne va del futuro di questa parte della regione così duramente colpita dal sisma».

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