venerdì 21 giugno - Aggiornato alle 02:12

Nestlè-Perugina, mercoledì 7 il giorno verità: summit al Mise e l’ad in audizione al Senato

L'aula del Senato

Sarà mercoledì il giorno chiave per conoscere il destino della Nestlè Perugina di San Sisto. Doppio appuntamento importante: vertice al Mise con azienda e sindacati e audizione dell’amministratore delegato di Nestlé Italia in commissione Industria del Senato. Lo rende noto la senatrice del Pd, Valeria Cardinali, dopo che il sottosegretario allo Sviluppo economico, Simona Vicari, ha risposto all’interrogazione presentata insieme ai colleghi umbri Gianluca Rossi e Nadia Ginetti.

La risposta del Mise Il sottosegretario, spiega Cardinali, ha ribadito che il Mise ritiene «prioritario cercare una via d’uscita dalla situazione emergenziale per favorire un riposizionamento strategico del sistema produttivo del settore alimentare e che in quest’ottica già da tempo ha iniziato un confronto con i vertici dell’area Europa della Nestlè, che prevede una serie di incontri nei prossimi giorni propedeutici al tavolo che dovrà servire, esattamente come richiesto nell’interrogazione, a ricercare soluzioni per la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma anche a conoscere la strategia industriale di Nestlè in Italia e il futuro dello stabilimento Perugina di San Sisto». «La risposta del sottosegretario Vicari di oggi è apprezzabile- commenta la senatrice Pd – considerato che siamo all’inizio del confronto col Governo, ma insieme con i colleghi umbri Gianluca Rossi e Nadia Ginetti presenti con me in commissione, abbiamo chiesto di convocare al tavolo previsto per il 7 ottobre presso il Mise, anche la Regione Umbria e il Comune di Perugia, ad oggi esclusi dalla convocazione, ritenendo fondamentale il loro coinvolgimento sin dal primo incontro. Resta fondamentale l’audizione che nello stesso giorno avremo in commissione Industria, con l’ad Nestlè in Italia, perché in quella sede chiederemo risposte sulle strategie industriali della multinazionale, fondamentali per il futuro della Perugina e degli altri stabilimenti italiani».

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