sabato 16 dicembre - Aggiornato alle 23:28

Regali Natale, in tasca agli umbri più soldi degli ultimi 10 anni: 166 euro a testa

Tredicesime più robuste dall’inizio della crisi: ci si potrà permettere qualcosa in più. Le previsioni

Natale foto archivio Fabrizio Troccoli

«Per effetto di tredicesime più robuste, le famiglie avranno a disposizione il budget più alto degli ultimi dieci anni: questo dato ci fa ben sperare in vista delle prossime Festività. Vogliamo soprattutto considerarlo come primo segnale positivo di una ripresa che speriamo nel 2018 si possa davvero consolidare». Così Giorgio Mencaroni, presidente Confcommercio Umbria, commenta i dati dell’ufficio studi Confcommercio, che ha presentato oggi la sua analisi sull’andamento dei consumi, l’ammontare delle tredicesime e la propensione alla spesa e ai regali per il Natale. Secondo Confcommercio, la spesa per i regali di Natale sarà in linea con quella dello scorso anno: 166 euro pro capite. Le famiglie avranno però maggiori risorse disponibili, che useranno per fare il punto dei loro bilanci, per un viaggio o una cena al ristorante in più.

Confcommercio «Questo dato ci sembra molto significativo – aggiunge Mencaroni – così come il giudizio del nostro Ufficio studi sul quadro economico complessivo, che risulta molto migliorato rispetto allo scorso anno. Dalle charts presentate, vediamo che finalmente la curva che rappresenta la propensione agli acquisti durante le festività comincia un percorso in salita, dopo la punta negativa del 2014: un altro segnale positivo».

Le cifre «L’86,1% degli italiani – secondo Confcommercio – quest’anno effettuerà regali per il Natale; la percentuale era crollata dal 91% del 2009 all’85,2% del 2014. Per quanto riguarda il reddito disponibile nel 2018 siamo ancora indietro rispetto ai massimi del 2007 di oltre 2.010 euro a testa, rispetto al minimo del 2014 abbiamo però recuperato circa 700 euro a testa, con una crescita cumulata in 4 anni del 4% reale. Valutazioni analoghe – ha detto il direttore dell’Ufficio studi Mariano Bella – valgono per i consumi: siamo ancora sotto di circa 1.000 euro rispetto al massimo del 2007, ma abbiamo recuperato altri 1.000 euro rispetto ai minimi del 2014, con una crescita del 6,3% nel quadriennio 2015 – 2018».

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