mercoledì 21 novembre - Aggiornato alle 13:08

Narni, GoSource Italia lascia fuori una decina di lavoratori dell’ex Sgl

Sindaco De Rebotti in vacanza al Sud, ma con la testa nella città dell’Anello: «Cercheremo una soluzione, coinvolgeremo le ditte»

 

di M. R.

Una  decina di ex lavoratori Sgl pare sia fuori dai piani del nuovo management. Che finisse in questo modo era nell’aria: non solo il consiglio comunale di Narni ha recentemente approvato un ordine del giorno per il reintegro di tutto il personale ma il chiacchiericcio attorno alla vicenda dell’ex Sgl, oggi GoSource Italia, in questi mesi ha fornito spesso allusioni a vecchie ruggini tra alcune figure appartenenti al passato dell’azienda (e tutt’ora presenti all’interno) e qualche dipendente. Non è escluso che siano queste le ragioni, in ogni caso la nuova società ha fatto le selezioni e sta procedendo sul sentiero degli impegni sottoscritti al Mise: gli impianti sono riavviati.

Ex Sgl di Narni L’obiettivo dichiarato dall’amministratore delegato Luca Stinchelli a Umbria24 è di 70 lavoratori occupati entro settembre e di maestranze all’opera ce ne sarebbero già più di 60, fatto sta che, come ha dichiarato il sindaco Francesco De Rebotti a Siderweb «è acclarata l’impossibilità di veder ricollocati tutti gli ex lavoratori». La notizia è emersa a margine  di un incontro tra azienda e sindacati, nella sede di Terni di Confindustria Umbria. Il primo cittadino ha detto: «Già da lunedì, al rientro dalla mia breve vacanza, proporrò di cercare una soluzione per gli ex lavoratori non riassunti, magari coinvolgendo le ditte che stanno operando all’interno del recinto aziendale».

M5s Sulla questione interviene il gruppo Cinque stelle narnese: «Siamo preoccupati, chiederemo immediatamente un nuovo incontro tra l’azienda ed il consiglio comunale, anche solo per capire le motivazioni di tale scelta. Difatti non comprendiamo e ad oggi sembra che neppure gli stessi lavoratori lo sappiano, le motivazioni per cui siano stati esclusi. Parliamo di esperienze trentennali, maestranze nate e cresciute dentro quegli stabilimenti, lasciate a casa e sostituite, per la stessa mansione anche da personale che non è mai entrato tra le mura della Sgl. Comprendiamo e rispettiamo la libertà di scelta occupazionale dell’azienda privata ma per un buono e sano rapporto con il nostro territorio crediamo sia corretto e giusto dare spiegazioni per primi ai lavoratori e poi a tutta la città. Inoltre vorremmo ricordare che c’è ancora una partita aperta, ovvero quella dei lavoratori ex Binnella, un’altra situazione molto delicata che deve essere sicuramente attenzionata non solo da parte dell’amministrazione comunale, ma dall’intero consiglio».

@martarosati28

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