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mercoledì 8 dicembre - Aggiornato alle 16:38

Monti: ipotesi Ici sulla prima casa, costerà 80 euro a famiglia a Perugia e 65 a Terni

Secondo la Uil la «nuova Ici», qualora venisse realmente reintrodotta, costerebbe mediamente 136 euro l'anno ad ogni famiglia italiana

Il premier in pectore Mario Monti

di Iv. Por.

Chi si ricorda quanto pagava di Ici sulla prima casa prima che fosse cancellata? La reintroduzione dell’Imposta comunale sugli immobili (o come verrà chiamata) viene data per certa tra i primi provvedimenti del governo guidato da Mario Monti. Come una clava che già pende sulla testa delle famiglie italiane. La Uil si è presa la briga di andare a spulciare tra i dati catastali in tutti i capoluoghi di provincia e ha calcolato quanto ciascun proprietario dovrà versare al fisco. Ciò che emerge è che a Perugia e Terni si pagherebbe meno che negli altri capoluoghi.

I criteri Secondo l’indagine del Servizio politiche territoriali del sindacato la «nuova Ici», qualora venisse realmente reintrodotta, costerebbe mediamente 136 euro l’anno ad ogni famiglia italiana (185,40 euro per un casa accatastata in A/2 e 86,62 euro per una casa in A/3). L’indagine ha preso a campione il costo annuo dell’imposta riferita alla media di un appartamento di 80 mq, di categoria A/2 (abitazione civile) e A/3 (abitazione economica e popolare) che è il taglio medio delle città capoluogo, analizzandone le rendite catastali rapportate a 5 vani e siti in zona censuaria semiperiferica. Le aliquote e la detrazione sulla prima casa, prese in considerazione, sono quelle deliberate dai Comuni per il 2011.

LE PROIEZIONI DELLA «NUOVA» ICI

Aliquote e detrazioni «L’aliquota media applicata – spiega il Segretario confederale della Uil, Guglielmo Loy – per l’abitazione principale è del 4,98 per mille, mentre l’aliquota ordinaria è del 6,74 per mille. La detrazione media sulla prima casa è di 117,27 euro (103,29 euro la detrazione ordinaria). Le nostre stime indicano che, qualora venisse reintrodotta l’imposta con le attuali regole, questa produrrebbe per i Comuni un gettito totale di circa 3,7 miliardi di euro, equivalenti al 41% dell’attuale gettito Ici (9,1 miliardi di euro), portando così complessivamente nelle casse dei Comuni oltre 12,8 miliardi di euro. Per le famiglie, ovviamente, l’onere cambierebbe da città a città.

In Umbria L’Umbria si attesta molto al di sotto della media nazionale. A Perugia la nuova Ici costerebbe in media 79,60 euro a famiglia, considerando i 99,80 euro in categoria catastale  A/2 e i 59,40 in A/3. I calcoli considerano un’aliquota del 5 per mille per la prima casa e un’aliquota ordinaria del 7 per mille. La detrazione per la prima casa è calcolata nell’ordine di 103,29 euro. A Terni costi ancora inferiori: in media si pagherebbe 65,12 euro a famiglia ripartito tra i 95,75 per le abitazioni in categoria A/2 e i 34,50 per la categoria A/3. Stessa detrazione che a Perugia ma un’aliquota per la prima casa del 5,50 per mille.

Le città più care e quelle meno Dall’indagine emerge che a Bologna la reintroduzione dell’Ici sull’abitazione principale peserebbe mediamente 416,85 euro a famiglia (540,45 per un’abitazione in A/2 e 293,20 euro in A/3); a Roma 407,95 euro (482,90 in A/2 e 333,00 in A/3); a Firenze 395,05 euro (427,60 in A/2 e 362,50 in A/3) a  Milano  393,00 euro (495,00 in A/2 e 291,00 in A/3). Tra le città medio-piccole la più cara è Rimini, dove – secondo la Uil – l’Ici  sulla prima casa peserebbe mediamente 386,60 euro (641,60 per una abitazione in A/2 e 131,60 per una abitazione in A/3). E’ invece a Reggio Calabria che l’Ici peserebbe mediamente meno sulle famiglie con 17,50 euro (35 euro per abitazioni classificate in A/2 e esenzione per la tipologia in A/3).

Salvo addizionale Tra l’altro, la reintroduzione dell’Ici sulle abitazioni principali potrebbe avere anche un ulteriore effetto di inasprimento se si considera che i Comuni, dal prossimo anno, potranno deliberare una  nuova «imposta di scopo» per la realizzazione di opere pubbliche, facoltà  inserita nel decreto sul Federalismo municipale. E’ questa un’addizionale di imposta (0,5 per mille sulla base imponibile Ici) che oggi esclude l’abitazione principale.

Salvo «service tax» Inoltre, il Decreto correttivo del fisco municipale, approvato dal Consiglio dei Ministri il 24 ottobre scorso, prevede la «service tax»: si tratta di una reintroduzione «mascherata» dell’Ici sulle prime case con un’aliquota del 2 per mille che graverà su chiunque occupi un immobile adibito ad abitazione (comprese le famiglie in affitto) e che servirà per finanziare servizi generali dei Comuni (illuminazione pubblica, polizia locale, anagrafe ecc.). Questa  reintroduzione palese o mascherata dell’Ici peserà inevitabilmente anche, e soprattutto, sulle tasche dei lavoratori e pensionati.

 

4 risposte a “Monti: ipotesi Ici sulla prima casa, costerà 80 euro a famiglia a Perugia e 65 a Terni”

  1. antonio ha detto:

    non dimentichiamo che l’amico di Bossi, “TREMONTI”, ha avallato con il nano di arcore la tassa:
    Quindi prima di dare colpe ad altri guardiamo come hanno ridotto l’iTALIA, E GLI AMICI DEL BACCANALE, RICORDATE SEMPRE ” SIC TRANSIT GLORIA MUNDI: e L’ EMERITA SIG:RA VERONICA AVEVA VISTO GIUSTO…..

  2. rosa ha detto:

    MA I NS. ONOREVOLI DI QUALSIVOGLIA COLORE POLITICO QUANTO VERREBBERO A PAGARE PER L’ICI DELLA PRIMA CASA? E… PER LE ALTRE CASE CHE POSSIEDONO? VI PARE POSSIBILE CHE LORO PAGANO (SE POI PAGANO) LA BENZINA, L’ACQUA, LA LUCE, IL GAS ETC . . . COME UN POVERO PERNSIONATO . . . A PROPOSITO LA “POVERA” On.GABRIELLA CARLUCCI MUORE DI FAME POVERINA! OCCORRERA’ MANDARE UN SMS . . . MINIMO 5 €.

  3. noin ha detto:

    Certi commenti fanno venire la pelle d’oca! Al di là dell’esigenza odierna di far cassa per le contingenze di crisi (non certo dovute all’amministrazione del governo Berlusconi, ma da addebitare a tutti la cinghialilaia che l’ha preceduto, in Italia e dalla speculazione Mondiale non da ultimo europea, nei nostri confronti) comunque, in ogni caso e assolutamente ribadisco che l’ICI è una delle tasse più inique mai ideate da mente politicante perché basata su un bene che non produce reddito ma al contrario, lo assorbe in manutenzioni e tasse di acquisto già abbondantemente succhiate dall’erario italico! I Perugini fecero una guerra per la tassa sul sale imposta da papato altro bene che non produceva ma assorbiva e gli americani basarono la loro guerra d’indipendenza dopo l’ennesima provocazione nella tassazione britannica sul tè americano.

  4. […] casa:«Esenzione anomalia italiana». Mentre l’ipotesi della reintroduzione dell’Ici (guarda la simulazione su quanto si pagherà città per città) sulla prima casa sembra farsi più concreta:«L’esenzione è un’anomalia italiana. […]

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