lunedì 27 maggio - Aggiornato alle 02:18

Ministro Centinaio in Confindustria Umbria: «Facciamo squadra per il Made in Italy»

Lotta alle frodi, scommessa su filiere e binomio agicoltura-turismo le carte da giocare, a Terni incontro con gli imprenditori

«Pugno duro contro il falso Made in Italy e lotta agli abusivi delle strutture ricettive». Così il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo Gian Marco Centinaio in Confindustria Umbria; nella sede di Terni ha incontrato gli imprenditori del territorio.

Confindustria «La disponibilità del Ministro a confrontarsi con le imprese – ha sottolineato Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria – rappresenta un segnale importante. Confidiamo che incontri come questo possano essere utili a rafforzare il dialogo e a raggiungere quei risultati che servono all’economia e che sono fondamentali per lo sviluppo del Paese». «Il dicastero del ministro Centinaio – ha aggiunto il vicepresidente Giammarco Urbani – rappresenta alcuni degli asset strategici per il nostro paese. Temi come il sostegno alle filiere alimentari, la promozione delle nostre materie prime e delle nostre produzioni anche in chiave digitale, il contrasto alla contraffazione, sono fondamentali per difendere e promuovere il made in Italy nel mondo. In tal senso, la vicinanza delle istituzioni è determinante per favorire competitività e innovazione».

Centinaio Il Ministro ha ribadito la volontà di ristrutturare il settore e di contrastare le attività abusive nel settore ricettivo attraverso l’introduzione di un codice identificativo. «Abbiamo un importante lavoro da fare – ha aggiunto Centinaio – cominciare a promuovere l’Italia e il Made in Italy in modo diverso, più organico e in concerto con gli altri dicasteri. In questa prospettiva sono convinto che l’abbinamento agricoltura e turismo sia una scelta vincente. Il contrasto alle frodi ed all’Italian sounding è uno dei temi prioritari del Governo. Ci muoviamo su due binari: contrastare il falso made in Italy e accompagnare i nostri imprenditori sui mercati internazionali facendolo in una forma nuova e presentandoci nel mondo in modo compatto costruendo una squadra che promuova l’agroalimentare italiano».

Agroalimentare e turismo «L’industria alimentare – ha detto Cristiano Ludovici, presidente della sezione Agroalimentare, di Confindustria Umbria, (che rappresenta 80 imprese con tre miliardi di fatturato e oltre 4 mila addetti) – è parte integrante di una filiera. Noi non possiamo immaginare la nostra produzione separata dal territorio, dalle tradizioni e dalle maestranze che vi albergano. Noi non vendiamo solo prodotti ma esperienze di vita» E industria deve essere considerata anche quella del turismo. «È solo approcciando il turismo in modo industriale che possiamo portare dei flussi capaci di incidere in modo significativo sul Pil regionale – ha aggiunto Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente nazionale di Confindustria Alberghi – Cultura, ospitalità e tradizione agroalimentare sono i tre capisaldi italiani che dobbiamo promuovere. Nella nostra regione, l’eccessiva pressione fiscale costringe le aziende del settore a lavorare con una redditività bassissima rendendo difficile la presenza di gruppi internazionali. Occorre lavorare su un più equo utilizzo degli strumenti fiscali partendo dal contrasto del sommerso».

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