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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 12:08

Mignini-Petrini di Assisi, scatta lo stato di agitazione: «Troppe cose non vanno»

«Riduzione dei volumi, ferie forzate e indebolimento commerciale» agitano gli 80 lavoratori del sito umbro che produce mangimi

Mignini Petini di Assisi

«Riduzione dei volumi, ferie forzate e indebolimento commerciale». Sono queste alcune delle criticità denunciate da Flai-Cgil, Uila-Uil e da tutti i lavoratori del sito umbro della Magnini-Petrini, che si trova ad Assi e occupa ottanta persone. Loro martedì si sono riunite nella doppia assemblea dando l’ok ai sindacato per lo stato di agitazione, messo in campo a fronte «della grande preoccupazione per il futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento», come scritto in una nota sindacale.

Mignini-Petrini di Assisi, scatta lo stato di agitazione
In particolare, i rappresentati degli operai segnalano come «l’ultima richiesta di incontro inviata ai dirigenti aziendali risalga a fine agosto, anche se non si è mai avuta risposta», motivo per cui i sindacalisti ritengono «insufficienti le relazioni sindacali a causa della quasi assenza dei manager aziendali, che mancano di confrontarsi su questione diventate drammaticamente urgenti». Al centro dello stato di agitazione c’è l’attesa per il «Piano strategico aziendale di fronte alla crisi economica e sociale aggravata dal caro energia e la reinternalizzazione dei lavori dati in appalto durante la pandemia, ma sui quali davanti al Prefetto l’azienda si era impegnata a farli rientrare finita l’emergenza Covid». Sul tavolo che i sindacati sperano di veder convocato dalla Mignini-Petrini anche la già citata «riduzione dei volumi produttivi. l’utilizzo obbligato di ferie imposto agli operai dell’azienda, mandando in negativo il saldo già dal mese di settembre, e indebolimento del commerciale causato dalle dimissioni di alcuni agenti addetti alle vendite in tutto il territorio nazionale che non sono stati sostituti». Fermo restando lo stato di agitazione proclamato il 20 settembre, a cui si somma la disponibilità dei lavoratori a ulteriori iniziative, i sindacati chiedono ai vertici della Mignini-Petrini «che si ritorni a lavorare immediatamente il lunedì e il venerdì prossimi, con il relativo pagamento delle giornate non lavorate finora, dando anche immediatamente seguito all’incontro con le parti sociali, altrimenti – avvertono Flai-Cgil e Uila-Uil – metteremo in campo tutti gli strumenti necessari per salvaguardare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici del sito di Petrignano».

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