mercoledì 22 novembre - Aggiornato alle 19:21

Metalmeccanici Terni, la Fiom: «migliaia di posti di lavoro persi, è crisi»

Il sindacato denuncia: «Leggi ingiuste, ma continuiamo nella nostra azione»

Lavoro Foto Fabrizio Troccoli

Settore metalmeccanico in crisi,1500 posti di lavro persi negli ultimi quattro anni e piccole imprese in difficoltà. Questo il quadro tracciato dalla Fiom Cgil di Terni per accendere i riflettori sulla situazione del settore.

Fiom Cgil «Lo abbiamo detto e ripetuto – scrivono dal sindacato -, sul nostro territorio provinciale permangono forti criticità. I dati emersi in occasione dell’incontro tenutosi in aprile in Confindustria, per analizzare l’andamento di settore delle aziende metalmeccaniche aderenti a Federmeccanica, evidenziano una forte riduzione di occupati (circa 1.500 posti di lavoro persi negli ultimi 4 anni, di cui solo 253 nell’anno 2016), mentre l’andamento produttivo ed economico non risulta sicuramente in linea con quanto percepito dall’opinione pubblica. Se aggiungiamo a questi dati lo stato di difficoltà del settore della piccola impresa e dell’artigianato, possiamo affermare senza tema di smentita che la crisi è tuttora in corso e, aldilà di timidi segnali, ancora colpisce in negativo imprese, produzioni e livelli occupazionali».

«Leggi ingiuste» «Da tempo come organizzazioni sindacali – proseguono – ci siamo spesi con fatica, dentro un quadro normativo sempre più stringente, per difendere il più possibile il nostro tessuto industriale, le professionalità e le competenze lavorative ternane provando a non indietreggiare su livelli occupazionali, qualità del lavoro, diritti e salario. Non sempre ci siamo riusciti, nonostante impegno, lotte, sacrifici ed accordi e il più delle volte siamo stati poco efficaci nella nostra azione di tutela collettiva sia lavorativa che produttiva  ed economica. Ciò è dipeso, a nostro avviso, da un sistema paese con leggi sul lavoro ingiuste, dalla restrizione degli ammortizzatori sociali, all’assenza di investimenti da parte delle imprese, da alcuni atteggiamenti datoriali spesso cinici ed opportunistici e da molte distrazioni politiche ed istituzionali. Il sindacato ed i lavoratori, troppo spesso, lasciati in solitudine nel tentare non solo di difendere l’occupazione, ma anche di trovare soluzioni e avanzare proposte che ancora oggi rimangono nel cassetto di chi dovrebbe avere a cuore l’interesse generale di una comunità». «Nonostante ciò – concludono – proseguiamo nella nostra azione quotidiana di tutela collettiva ed individuale, con i nostri delegati, le nostre strutture, i nostri servizi, le nostre sedi, i nostri attivisti e volontari, sapendo di stare dalla parte giusta. Convinti che, per quanto abbiamo fatto e per quanto tutti i giorni facciamo, a favore di lavoratori e cittadini, siano inaccettabili lezioni di buone pratiche politiche da chi da troppo tempo a smesso di occuparsi degli interessi reali delle persone».

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