sabato 19 ottobre - Aggiornato alle 01:24

Metalli, abbigliamento e agricoltura trainano l’export dell’Umbria: 336 milioni in più nel 2018

I dati dell’Istat: nell’ultimo anno crescita dell’8,7%, vendute merci all’estero per un valore di 4,2 miliardi di euro

Un container

di Dan.Bo.

È soprattutto grazie all’acciaio ternano che l’Umbria nel 2018 si segnala come una delle regioni più dinamiche sul fronte dell’export. Secondo il report pubblicato martedì dall’Istat l’Umbria ha fatto segnare nel corso dell’ultimo anno un +8,7% che, in termini assoluti, significa un incremento di 336 milioni di euro, dai 3,876 miliardi del 2017 ai 4,212 dell’anno seguente.

Le regioni La crescita è positiva in tutte le ripartizioni territoriali, dalle isole (+12%) al Nord Est (+4,3%), dal Nord Ovest (+3,4%) al Sud (+2,5%) fino al +1% delle regioni del Centro Italia. Insieme all’Umbria i dati migliori li fanno segnare Molise (+46,0%), Calabria (+15,9%) e Valle d’Aosta (+9,1%), tutte accomunate però dal loro basso impatto sulla crescita del dato nazionale. Tornando all’Umbria, nel 2017 l’aumento delle esportazioni era stato del 6,4% mentre nel corso dell’anno che si è chiuso da poco, come si può vedere dalla cartina dell’Istat la provincia di Terni fa segnare un aumento superiore al 9,5%, dovuto come logico all’acciaio, il cui peso influisce in modo determinante sul dato regionale.

I settori Se si sposta l’attenzione ai diversi settori infatti si nota per i metalli di base un aumento di quasi il 18%, con una quota nazionale sul totale dell’export che torna al 2%. Bene, rimanendo tra i settori con le quote più elevate, anche l’agricoltura (+8,5%), l’abbigliamento (+12%), il legno (+2,8%), alimentari, bevande e tabacco (+9%), mobili (+15%), prodotti in gomma (+13,8%) e chimici (+8,3%). Nel complesso, l’export della regione incide sul totale nazionale per lo 0,9%.

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