lunedì 14 ottobre - Aggiornato alle 08:28

Maxi scuola di volo da 70 milioni di dollari, ecco perché Perugia deve ringraziare un algoritmo

Il San Francesco scelto sulla base di un’analisi condotta da un’università. I lavori dovrebbero partire in estate

Un aereo decolla dal San Francesco

di Daniele Bovi

Dopo i naufragi di alcune recenti trattative, arrivati di solito dopo annunci roboanti, è logico che in molti pesino con una certa attenzione il dossier della maxi accademia del volo che dovrebbe sorgere all’aeroporto di Perugia nel giro di un paio d’anni. E quindi la domanda che circola è: perché è stata scelta proprio Perugia per un investimento da decine di milioni di dollari? Che cos’ha in più rispetto ad altre realtà? La risposta, secondo quel poco che filtra dall’aeroporto, è in un’analisi condotta dall’Università di Pisa per conto degli investitori. Grazie a un algoritmo pare siano state passate al setaccio molte possibili location, nazionali e internazionali; alla fine sul piatto ne sono rimaste due, cioè Perugia e un aeroporto militare pugliese. Il secondo è stato scartato e così i proponenti del progetto, già presentato ai vertici di Regione e Comune, hanno optato per il capoluogo umbro.

LE TRATTATIVE E IL NODO DELLE RISORSE

L’algoritmo Perché proprio Perugia? Perché secondo l’analisi ha una serie di punti a proprio favore come quelli che riguardano l’orografia, gli spazi, l’assenza di ostacoli nei dintorni e i livelli di traffico. Pesati i pro e i contro, la scelta è caduta sul San Francesco e sui terreni che lo scalo ha in concessione e che Sase, se tutto filerà liscio, darà in subconcessione. In tutto si parla di 20 mila metri quadri e di 70 milioni di dollari di investimento, da parte di un fondo inglese i cui rappresentanti hanno già incontrato il Comune, nell’arco di sette anni. A Perugia la maxi accademia prevederebbe l’arrivo di aerei ed elicotteri, l’installazione di simulatori (estremamente costosi) e la costruzione di strutture per ospitare la formazione di tutte quelle figure che hanno a che fare col volo, dai piloti al personale di bordo fino a quello che si occupa della manutenzione e dei servizi.

ECCO CHI C’È DIETRO AL PROGETTO DELLA SCUOLA 

VIDEO – CESARETTI: «SERVONO INVESTIMENTI»

Dita incrociate «Enac – ha spiegato mercoledì il presidente di Sase Cesaretti facendo il punto sui numeri del 2018 e sulla necessitò di investimenti – ha accettato il progetto provvisorio, abbiamo portato i rappresentanti inglesi a parlare con le autorità regionali e comunali e a giorni sarà presentato quello definitivo». Secondo gli auspici, i lavori «dovrebbero iniziare a giugno», o comunque in estate, e finire nell’arco di un anno e mezzo. Cesaretti ha poi precisato che non sono richiesti investimenti pubblici e, rispondendo a chi ha sollevato dubbi negli ultimi giorni, ha sottolineato che non ci sono incompatibilità con lo sviluppo di nuove rotte: «I tecnici – ha detto il numero uno di Sase – ritengono che un numero di passeggeri fino ai quattro milioni non causerebbe interferenze con l’accademia». Di sicuro l’aeroporto, che ha incrociato le dita, metterebbe la firma anche per meno della metà.

Twitter @DanieleBovi

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