giovedì 27 febbraio - Aggiornato alle 17:31

Margaritelli, stabilimento di Mantignana verso la chiusura: in ballo 18 posti di lavoro

Giovedì primo confronto in Confindustria tra sindacati e azienda. La Cisl: «Lavoratori vanno riassorbiti negli altri stabilimenti»

Uno degli stabilimenti dell'azienda

di D.B.

Cinque anni fa lo stabilimento del Gruppo Margaritelli di Mantignana e i posti di lavoro furono salvati grazie al sacrificio di 13 persone che accettarono di essere messe in mobilità, mentre stavolta la strada sembra segnata. È previsto per giovedì nella sede perugina di Confindustria un primo incontro tra la Rsu, la Filca Cisl e l’amministratore delegato dell’azienda Luca Margaritelli per fare chiarezza sul futuro dello stabilimento e sul destino dei suoi lavoratori.

Lo stabilimento In tutto a Mantignana lavorano 18 persone che si occupano essenzialmente di prodotti ricavati da legni tropicali, per i quali da tempo – spiegano i sindacati – c’è un forte calo delle commesse; da qui la necessità dell’azienda di razionalizzare. «Margaritelli – sottolinea la Cisl in vista dell’incontro – ha ribadito la disponibilità a ricorrere a tutti gli ammortizzatori sociali disponibili e, nei limiti del possibile, a riassorbire su altri siti l’esubero che creerà l’imminente chiusura dello stabilimento corcianese. Ciò al fine di scongiurare fino all’ultimo drastiche riduzioni dei livelli occupazionali». Quel che è sicuro è che il tempo stringe dato che «i lavoratori hanno copertura fino a metà gennaio».

La vertenza del 2014 Ricordando la lunga vertenza del 2014, sostenuta all’epoca da un ampio fronte politico e istituzionale, la Cisl sottolinea che dopo l’uscita di quelle 13 persone «seguì una quasi contestuale assunzione dello stesso numero di lavoratori giovani, con un percorso formativo da avviare»; episodio dopo il quale «rimangono, oltre al rammarico, perplessità e dubbi tutt’ora irrisolti». «A distanza di cinque anni, complici una crisi che pare ritrovare nuovo slancio e la mancanza di una politica aziendale di rilancio del sito, si riapre – conclude la Filca – una difficile trattativa che deve puntare alla necessaria ricollocazione dei lavoratori all’interno di un gruppo industriale solido, come confermano gli ultimi dati diffusi dai media sulle aziende umbre più performanti».

Twitter @DanieleBovi

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