mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 18:32

Magione, Cinaglia crea polo agroindustriale da oltre 12 milioni: «Lo faccio per la mia terra»

Il presidente del colosso dei software Engineering ha rilevato un’area ad Agello dedicata a olio, farine e legumi: «Qui terziario avanzato legato a settori antichissimi»

Il frantoio

di Daniele Bovi

Tre strutture per tre filiere diverse, 3 mila metri quadrati, quasi trenta posti di lavoro e un investimento da oltre 12 milioni di euro; tutto per far convivere una storia vecchia di millenni con le nuove tecnologie. Giovedì mattina ai piedi di Agello, in quella fascia di terra che ricade nel territorio di Magione e che confina con quello di Perugia, l’imprenditore Michele Cinaglia ha aperto le porte – per un tour dedicato agli addetti ai lavori – di quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio polo agroindustriale. La creatura di Cinaglia si chiama «Cm Centumbrie» e, fondamentalmente, si occuperà di olio, farine, panificazione e legumi. Per chi non lo conoscesse Cinaglia, classe 1941, è il presidente della Engineering, la spa (con sede principale a Roma) che occupandosi di software e IT genera oltre un miliardo di euro di fatturato e dà lavoro a più di 10 mila persone. Un colosso del settore.

FOTOGALLERY: VIAGGIO NEL FRANTOIO 

Ritorno a casa Laurea in Ingegneria elettrotecnica a Pisa, nel 1968 entrerà in Olivetti, nel 1975 diventerà direttore generale di Cerved, la società informatica delle Camere di commercio dalla quale nascerà Cerved Engineering, di cui sarà amministratore delegato. Poi, a metà anni ’80, insieme ad altri colleghi rileverà la società e ne diverrà presidente. «Io – racconta a Umbria24 – nasco coltivatore diretto in cima ai monti di Lisciano Niccone, poi con l’Università ho cambiato vita ma la terra in cui sono nato non l’ho dimenticata». In questa nuova storia imprenditoriale dunque c’è una componente personale e affettiva che va molto oltre il profitto: «Volevo lasciare qualcosa qui, legando il settore del terziario avanzato a uno antichissimo come l’olio. Un qualcosa tra il futuro e il neolitico. Lavoro nell’evanescente informatica e quindi ho voluto esaudire un mio desiderio mettendo gli ulivi, che sono piante che durano mille anni. E l’ho voluto fare nel migliore dei modi, per produrre cose sane. Faremo olio buono, e se lo venderemo meglio così».

Tre stabilimenti Il polo sorge in un’area industriale costruita negli anni ‘80 (e lasciata poi un po’ a se stessa) da un’idea nata un anno e mezzo fa. Dei tre stabilimenti in cui si articola la «Cm» due, la cui costruzione terminerà in primavera, si occuperanno della filiera dei legumi e di quella dei cereali, dalle farine alla panificazione. Quello già completato, invece, è dedicato all’olio ma non solo. Al momento sono 15 i dipendenti, e altri dieci si aggiungeranno nel giro di un biennio. La società ha una quindicina di ettari di oliveti tra Montebuono e Mugnano-Fontignano, e altrettanti sono stati impiantati da poco. «Ma noi – racconta il direttore generale Sergio Rutili – vogliamo anche fare rete con le realtà del posto, acquistando olive; e lo stesso faremo con grano e legumi. E poi abbiamo qui attorno aziende agrarie con 140 ettari di terreni dove coltiviamo, appunto, legumi, cereali e olive».

L’impianto Le tecnologie sono «quelle del top di gamma, dagli scambiatori di calore alle due linee separate, una a tre fasi e una a due fasi». «Il frantoio – ha spiegato Luca Mencaglia, responsabile produzione e qualità – è di ultima generazione e opera a freddo. I macchinari che utilizziamo sono realizzati dai migliori costruttori e ciò garantisce la massima qualità del prodotto finale e un utilizzo minimo di acqua». Nella struttura, dove le pareti sono di vetro, oltre agli impianti c’è una terrazza con bar per le degustazioni, una cucina e una sala polivalente, dove sarà fatta formazione e divulgazione. Il progetto è stato curato dall’architetto Gianmarco Balucani e dalla moglie Silvia Bazzanti: «Abbiamo pensato – spiegano a Umbria24 – a un qualcosa che deve vivere tutto l’anno e in cui si vedono tutte le fasi di lavorazione. Tra l’altro, grazie all’acciaio Corten, si inserisce anche molto bene nel territorio».

Riqualificazione verde L’idea è poi quella di riqualificare l’area che circonda i tre stabilimenti con zone verdi, campi da tennis e un collegamento alla pista ciclabile che passerà lungo la Pievaiola. «Quello che è stato realizzato – ha commentato il sindaco di Magione Giacomo Chiodini – è un progetto interessantissimo, che riqualifica questa zona artigianale, che punta sui nostri prodotti tipici e che lo fa con grande innovazione. Dobbiamo ringraziare Michele Cinaglia, un imprenditore italiano importante che ha deciso di investire su questo territorio».

Twitter @DanieleBovi

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