martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:46

L’Umbria crede nel vino, export +11,1%: «Finanziato mai come ora». Ecco come spesi 8,2 milioni

L’Italia cresce del 4,3%. Investimenti in cantne 5,3 milioni, vigneti riconvertiti per 1,5 mln di euro. Promozione: 1,3 milioni. Tutti i dettagli

La vendemmia

«Per il mondo del vino umbro, quest’anno è particolarmente proficuo: a supporto della capacità delle imprese di investire ed innovare, la Regione Umbria ha erogato contributi per quasi 8,2 milioni di euro, che già sono stati interamente pagati dall’organismo pagatore Agea, con un’ultima tranche di circa 4,4 milioni di euro liquidata nei primi giorni di ottobre. È l’importo complessivo più alto dal 2009, da quando è stato istituito il Programma nazionale di sostegno del settore vino». Lo rende noto l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, nel fare il bilancio dell’attuazione dell’annualità 2016/2017 dell’Ocm (Organizzazione comune di mercato) Vino a sostegno della filiera vitivinicola regionale.

I numeri «La Regione Umbria – rileva – anche quest’anno ha realizzato un’ottima performance nell’utilizzo delle risorse e ha addirittura erogato il 137 per cento di quanto era stato stanziato inizialmente per la filiera umbra. Questo è stato possibile anche grazie all’assegnazione supplementare di risorse dal ministero delle Politiche agricole, di cui l’Umbria ha beneficiato a seguito degli eventi sismici del 2016, e che si sono aggiunte ai 5,9 milioni di euro del primo riparto». I contributi erogati hanno riguardato misure strutturali: «Il 65,1% dei contributi, più di 5,3 milioni di euro, sono stati destinati agli investimenti nelle cantine e in strutture per la commercializzazione del vino. Oltre 1,5 milioni, il 18,7%, sono stati utilizzati per finanziare interventi per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, mentre oltre 1,3 milioni di euro, il 16,2%, sono i contributi erogati per i progetti regionali di promozione del vino sui mercati dei Paesi terzi».

Investimenti Per la misura investimenti – è quanto spiega Cecchini -, a seguito dell’assegnazione di risorse aggiuntive, «abbiamo potuto finanziare tutte le domande di sostegno pervenute: complessivamente sono state finanziate 90 domande, tra annuali e biennali. C’è un aumento degli investimenti realizzati nelle cantine – sottolinea – che è testimoniato dall’incremento constante dei contributi erogati dalla Regione negli ultimi 3 anni, che sono passati dai 2,7 milioni nel 2015, ai 3,1 milioni del 2016 fino alla cifra attuale che supera i 5,3 milioni di euro». La misura degli investimenti, specifica per il settore vitivinicolo, prevede un «sostegno fino ad un massimo del 40% della spesa per le piccole e medie imprese – ricorda -, per investimenti materiali o immateriali in impianti di trattamento e in infrastrutture vinicole, in strutture e strumenti di commercializzazione del vino. Investimenti – aggiunge – che sono diretti a migliorare la competitività delle imprese vitivinicole, soprattutto in termini di adeguamento alla domanda del mercato ma anche al fine di migliorare i risparmi energetici e trattamenti sostenibili da parte delle aziende del settore».

I dettagli di spesa Le principali tipologie di investimenti finanziate sono state la costruzione/ristrutturazione di impianti aziendali per la produzione, trasformazione, confezionamento, commercializzazione, conservazione e stoccaggio dei prodotti vitivinicoli, l’acquisto di macchinari e attrezzature per le cantine, recipienti, contenitori, botti (comprese le barrique), la realizzazione e l’allestimento di punti vendita e sale di degustazione di prodotti vitivinicoli, l’acquisto di hardware, software per la gestione aziendale, stampanti, arredi e mobili per ufficio, la realizzazione di siti internet per la commercializzazione di prodotti vitivinicoli. Nell’ambito della misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti sono state liquidate 63 domande, per un totale di contributi erogati di circa 1,5 milioni di euro. Gli interventi finanziati hanno riguardato la ristrutturazione di circa 156 ettari di vigneti attraverso il reimpianto/impianto di vigneti con il rinnovo varietale, la razionalizzazione dei sesti di impianto e delle forme di allevamento e il sovrainnesto. «Obiettivo della misura – spiega l’assessore – è di aumentare la competitività del settore attraverso il miglioramento qualitativo delle produzioni regionali, l’adeguamento della produzione alle richieste del mercato, la riduzione dei costi di produzione attraverso l’introduzione della meccanizzazione parziale o totale delle operazioni colturali».

Export Infine, nell’ambito della misura della promozione sui mercati dei Paesi terzi, nell’annualità 2016/2017 sono stati finanziati 11 progetti presentati da aziende vitivinicole singole o in forma associata (Consorzi di tutela, Ati), per un totale di contributi ammessi di 1,3 milioni di euro. I progetti approvati hanno riguardato la realizzazione di interventi di promozione sui principali mercati extra Unione Europea: Stati Uniti in primo luogo, ma anche in Cina, Giappone, Corea del Sud, Canada, Russia e Svizzera. Il contributo erogato è pari al 50% della spesa ammessa. «Da alcuni anni – dice l’assessore Cecchini – le aziende vitivinicole regionali dimostrano notevoli capacità di investimento ed innovazione in particolare nelle strutture per la trasformazione e commercializzazione del vino, nel rinnovo dei vigneti, ma anche per promuovere le proprie produzioni Docg, Doc e Igt sui mercati europei ed extra Unione Europea». Il trend degli investimenti delle cantine umbre di questi ultimi anni è accompagnato da «positivi risultati che arrivano dai dati sull’export dei vini umbri: dagli ultimi dati disponibili, nel 2016 le esportazioni di vino da parte delle aziende vitivinicole umbre sono infatti cresciute del 11,1% rispetto al 2015, a fronte di una media nazionale di incremento dell’export per lo stesso periodo pari al 4,3 per cento». «Le risorse finanziarie per l’Ocm Vino per l’annualità 2018 – conclude l’assessore – sono già disponibili e nelle prossime settimane la Giunta regionale assumerà le decisioni in merito al loro riparto tra le varie misure. Saranno poi riaperti i bandi per la presentazione delle nuove domande».

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