martedì 24 ottobre - Aggiornato alle 11:47

Liscia o frizzante? È boom di fontanelle: Umbria a metà classifica

In Italia sono circa 2 mila, nel 2010 erano poco più di 200. Quanta plastica e Co2 si risparmia

©Fabrizio Troccoli

di C.F.

Decimo posto per l’Umbria nella classifica delle fontanelle di distribuzione di acqua naturale e frizzante. Sono infatti 67 gli impianti rilevati in regione da Acqua Italia, composta dai produttori dei chioschi, che negli ultimi sei anni hanno risposto al boom di domanda arrivato soprattutto dal Nord Italia.

Boom di fontanelle: Umbria e metà classifica Nel 2010 in Italia si contavano appena 213 fontanelle, arrivate a 2021 unità nel bilancio 2016 tracciato dall’associazione di categoria. A dominare ampiamente è la Lombardia, dove sono presenti oltre un quinto di tutti gli impianti installati in Italia, precisamente 574 erogatori. Nella top five delle regioni più attive anche Lazio (271), Piemonte (233), Emilia-Romagna (181) e Toscana (150). Ben distanziate ma in rincorsa Abruzzo (90), Marche (80) e Umbria (67), mentre dietro tutte le altre: Campania (39), Sicilia (20), Sardegna (16), Puglia (10), Liguria (9), Trentino (7), Basilicata (5), Calabria (5), Molise (3).

Quanta plastica e Co2 si risparmia I produttori nel tracciare il bilancio non hanno tardato a evidenziare il punto di forza dei chioschi dell’acqua che permettono di ridurre i rifiuti e le emissioni di gas serra, fermo restando che in base alle rilevazioni dell’associazione di categoria solo un terzo è a pagamento, ossia il prelievo di 1,5 litri cosa 5 cent, un prezzo irrisorio. Nel merito dei benefici, viene considerato il prelievo annuo di 300 mila litri da un chiosco, da cui si ottengono 200 mila bottiglie di Pet (la plastica per le bevande) risparmiate, equivalenti a 60 mila kg e anche 9.100 kg di CO2 risparmiati tra produzione e trasporti mancati.

@chilodice

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