lunedì 20 maggio - Aggiornato alle 23:15

Leolandia in Umbria: c’è la firma di Regione e Mise sull’accordo di programma

Nascerà parco di divertimenti per bimbi da 6 mesi ai 10 anni con un investimento di 36 milioni e 250 posti di lavoro

Firmato l’accordo di programma per Leolandia, il parco divertimenti che si conta di realizzare entro il 2020 a San Liberato di Narni. La firma è stata apposta oggi tra Regione, ministero dello Sviluppo economico e Invitalia, con la finalità di sostenere il programma di sviluppo industriale che la società Leolandia Umbria srl conta di realizzare. Si tratta di un investimento da 36,3 milioni di euro su un’area di 55 mila metri quadrati, dove sorgerà un parco divertimenti destinato a bimbi tra 6 mesi e 10 anni. L’impatto occupazionale dell’investimento a San Liberato di Narni è stimato intorno alle 250 unità e prevede, oltre ad una miriade di attrazioni e attività per i più piccoli, anche la costruzione di una struttura ricettiva con 16 camere e 80 posti letto, rivolta quindi principalmente alle famiglie. A sottoscrivere l’accordo di programma per Leolandia a Narni è stato, per la Regione, il vicepresidente Fabio Paparelli, secondo cui «con la firma diventa realtà la proposta di contratto di sviluppo presentata dalla società Leolandia che Regione e Ministero ritengono di rilevante e significativo impatto per il rafforzamento del tessuto produttivo e dello sviluppo economico dei territori di riferimento, ricompresi nel più ampio accordo di programma per l’attuazione del progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi industriale complessa di Terni-Narni». Per l’attuazione degli interventi la Regione mette a disposizione 343 mila euro derivanti dal Fondo unico regionale per le attività produttive industriali, nella convinzione «che – aggiunge Paparelli – investimenti così importanti avranno ricadute occupazionali in un’area in cui il tasso di disoccupazione è maggiore che altrove e favoriranno l’ampliamento dell’offerta turistica dell’intero territorio umbro, contribuendo alla destagionalizzazione dei flussi turistici con importanti ricadute sul territorio interessato e l’intera filiera, valorizzando allo stesso tempo anche le risorse culturali e ambientali».

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