mercoledì 8 luglio - Aggiornato alle 18:59

Lavoratori Sangemini-Amerino in cassa e sindacati sul piede di guerra: «Ami latita»

Stop impianti ogni fine settimana a luglio e agosto, sigle di categoria in pressing anche sul Mise: «Serve un confronto»

Sono riprese le attività di ristorazione, hanno riaperto i bar e via via tornano attivi i siti turistici: l’estate post Covid è cominciata e il consumo di acqua non può che aumentare; eppure, gli stabilimenti del gruppo Ami hanno aperto la procedura di cassa integrazione per otto venerdì di fila, quelli dei mesi più caldi, luglio e agosto, quando già gli impianti sono fermi nei giorni di sabato e domenica. Una situazione che si aggiunge alla criticità già denunciata da Rsu e sindacati: «I marchi Sangemini e Amerino sono richiesti ma non si trovano sugli scaffali». I rappresentanti dei lavoratori chiedono continuamente un confronto alla proprietà, ma non ricevono risposta.

Sangemini Martedì, in una nota, le segreterie nazionali di Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil, dopo settimane di silenzio da parte del Gruppo Ami, sono a manifestare tutta la loro preoccupazione sugli sviluppi della vertenza in corso. «Dopo gli impegni assunti al Mise, a partire dalla necessità di tenere attivo un confronto continuo con le organizzazioni sindacali, l’azienda non ha ancora risposto alle nostre due richieste d’incontro. Se da un lato è importante il confronto nei singoli siti produttivi, per la gestione delle fabbriche, dall’altro non è accettabile questa totale assenza a livello nazionale, a fronte del piano di rilancio: non accetteremo l’idea di essere chiamati solo quando tutte le decisioni saranno state prese. Da sempre – puntualizzano – Fai Cisl-FlaiCgil-Uila Uil hanno lavorato per una gestione costruttiva e di merito con il gruppo, con l’obiettivo scrivere un futuro migliore per le centinaia di lavoratrici e lavoratori coinvolti attraverso il rilancio dei singoli siti produttivi. La preoccupazione – sottolineano – è data anche dal fatto che, perfino in questo periodo di massimo consumo di acqua, il gruppo sta ricorrendo all’attivazione della Cassa Integrazione. Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil auspicano la ripresa di corrette relazioni industriali a partire dalla calendarizzazione a breve di un incontro, per conoscere quanto sta succedendo a livello di gruppo e soprattutto iniziare un confronto serio sul Piano Industriale che dovrà segnare il superamento della crisi, quindi del concordato in atto, e dare certezze alle lavoratrici e ai lavoratori. Fai Cisl-Flai Cgil-Uila Uil, non rimarranno con le mani in mano e da subito si impegnano a sollecitare anche il tavolo ministeriale, da sempre attivo e disponibile sulla vertenza, per verificare l’evolversi della situazione e costruire le linee guida per il superamento di una fase ormai troppo lunga e complessa».

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