giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:46

L’ad di Ferrovie: «Collegare Perugia e Fiumicino con l’alta velocità». Si ma come? Le ipotesi

Battisti accomuna il capoluogo umbro con il Sud: «Va collegato alla Capitale». Da Chiusi ai lavori alla Fcu: possibilità e incognite

Il Frecciarossa a Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Iv. Por.

«L’obiettivo è collegare il Sud e Perugia con l’Alta velocità a Roma Fiumicino». Questa frase dell’amministratore delegato di Ferrovie, Gianfranco Battisti, è stata catturata e riportata dall’agenzia di stampa LaPresse, venerdì a margine della presentazione del piano industriale 2019-2023 del Gruppo Fs, che prevede 58 miliardi di euro di investimenti. Una frase rilasciata nel contesto di un discorso sul Meridione, tanto che Battisti aggiunge che «alle infrastrutture per il Sud sono destinati 16 miliardi nell’arco del Piano». Poco male accomunare l’Umbria al Mezzogiorno se davvero si sta ragionando di migliorare collegamenti ferroviari deficitari come quelli tra Perugia e Roma.

Le ipotesi Qualora fosse davvero così, andrebbe capito come: attraverso la linea attuale via Foligno-Spoleto-Terni? Il miglioramento in termini di tempo sarebbe scarso. Attraverso la nuova stazione dell’Alta velocità di Chiusi rafforzando i collegamenti da Perugia? Anche qui bisognerebbe capire come. Accelerando l’adeguamento e messa a norma secondo gli standard nazionali della linea ex Fcu verso Terni? Questa, forse, potrebbe essere la strada giusta (a medio termine), dato che nel Piano industriale si parla di ingenti investimenti in infrastrutture e questa linea è stata già dichiarata strategica dal precedente governo, in attesa solo di far partire i lavori. Certo, tagliando la regione via Todi-Terni davvero potrebbe realizzarsi il sogno di un Perugia-Roma in poco più di un’ora.

Cantieri da sbloccare Nel corso della presentazione del Piano industriale è stato sottolineato come «il primo risultato concreto di quest’iniezione massiccia di investimenti sarà l’accelerazione di 1.600 cantieri Rfi (la società che sta per prendere in mano definitivamente la Fcu grazie a un accordo con la Regione) e Anas in tutta Italia. Analoga attenzione è riservata ai processi di manutenzione sia per le infrastrutture sia per le società di trasporto del Gruppo». Nell’elenco delle priorità non è stata citata la Ferrovia centrale umbra. Di recente l’assessore regionale Giuseppe Chianella, facendo il punto sui lavori, ha affermato: «Per la tratta sud, che va da Ponte San Giovanni a Terni, inserita dai Governi precedenti tra le infrastrutture ferroviarie di interesse nazionale, abbiamo chiesto al Ministero dei trasporti oltre 200 milioni di euro in 5 anni per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di questa parte dell’infrastruttura. Ora siamo in attesa che l’attuale Governo ci metta a disposizione le risorse 2019, pari a circa 90 milioni di euro». Il progetto c’è, dunque, chi lo realizzerà (Rfi) anche, quello che manca al momento è solo lo stanziamento delle risorse.

Le Frecce Se si realizzerà l’infrastruttura o si sceglierà di usare la vecchia linea, l’idea di un secondo Frecciarossa a Perugia stuzzica tanti. Dopo il successo di quello che collega il capoluogo umbro a Milano, esponenti di diversi partiti (anche con un pizzico di demagogia) da tempo chiedono nuovi collegamenti sia verso Nord che verso Sud. Le Frecce, si sa, sono treni “a mercato”, quindi deve esserci una ragione economica per aggiungere una corsa. Però quello per Milano è stato “agevolato” da un investimento di Regione e Fondazione Cassa di risparmio quindi per la fase di avvio qualche risorsa potrebbe essere trovata. E l’idea di Fs di fare di Fiumicino un Hub potrebbe aiutare. «Una struttura coordinata e integrata – si afferma – faciliterà le connessioni fra le tre porte di accesso del Paese: stazioni, porti e aeroporti. Da dicembre 2018 Roma Fiumicino è collegata alle altre città italiane con 6 Frecce al giorno; entro l’arco di Piano anche Milano Malpensa sarà connessa a Verona, Padova, Venezia, Bologna e Roma con nuovi collegamenti AV».

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