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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 03:02

La Tk-Ast e il progetto di public company. Mangialardi: «Si può fare e vi spiego come»

Franco Mangialardi e Giovanni Ceccotti

di Marco Torricelli

Non molla, Franco Mangialardi. E anzi rilancia il progetto di public company per l’Ast. La sua associazione – ‘Alleanza e rinascita’ – insieme alla lista civica ‘Progetto Terni’ si dicono pronte a lanciare il progetto di NewCo per puntare all’acquisizione di almeno una parte del pacchetto azionario con il quale la Tk-Ast controlla le acciaierie ternane.

L’AST NELLA STORIA

Il progetto Dopo gli annunci, in campagna elettorale – quando in campo c’era anche la lista civica ‘Il Giacinto’, emanazione dell’associazione – ma anche dopo, adesso è il momento di scendere nei particolari: «Vogliamo dar vita ad una NewCo ad azionariato diffuso – spiega Mangialardi (il nome potrebbe essere ‘Terni acciai speciali e fucinati’ e il notaio è già stato allertato; ndr) – con la partecipazione, nel capitale, di aziende locali, la fondazione Carit, piccoli investitori locali, professionisti, commercianti e, naturalmente, dipendenti ed ex dipendenti delle stesse acciaierie».

La Cassa depositi e prestiti La NewCo; dice Giovanni Ceccotti, di ‘Progetto Terni’, la lista civica rappresentata in consiglio comunale dal presidente, Giuseppe Mascio e da Luigi Bencivenga; «potrebbe essere affiancata (nell’operazione di acquisizione; ndr) dalla Cassa depositi e prestiti, utilizzando le risorse del ‘fondo strategico italiano’». E puntano, come base di partenza, a raggranellare 100 milioni di euro, per puntare, in un triennio, al 60% di Ast.

La valutazione Hanno anche fatto i conti: «Facciamo – dice Mangialardi – un’ipotesi basata su dati noti. Se Ast vale 500 milioni, la quota del 60% equivarrebbe proprio a 300 milioni, che noi proponiamo di versare in tre anni. La prima tranche, 100 milioni, la NewCo dovrebbe metterla insieme con i contributi dei soci (si ipotizzano quote a partire da 100 euro; ndr) e della Cassa depositi e prestiti, mentre per la seconda e la terza si metterà a punto un piano finanziario con il supporto delle banche».

Partnership o rivendita La NewCo, poi, «dovrà procedere con le operazioni di ricerca di uno o più partner, per garantire la continuità dell’Ast e facilitare la cessione da parte di ThyssenKrupp della restante quota», ma non solo. Perché nel documento illustrato da Mangialardi e Ceccotti c’è anche scritto che si dovrà «valutare nell’arco di 24-36 mesi la possibilità di realizzare joint venture» con altri player internazionali, oppure «la vendita» o, ancora, «la quotazione in Borsa».

Ipotesi La NewCo, secondo Ceccotti, «avrebbe il doppio vantaggio di ‘aggirare’ il divieto di intervento nelle aziende in crisi per la Cassa depositi e prestiti e di non riportare le acciaierie ternane sotto la mannaia dell’antitrust europeo», mentre «permetterebbe alla città – insiste Mangialardi – di presentarsi ai tavoli di trattativa finalmente con una proposta concreta da contrapporre al piano di ThyssenKrupp».

Le ‘passerelle’ A questo proposito Franco Mangialardi ha un sasso grosso così da togliersi dalla scarpa: «Invece di fare passerelle e convegni che Lasciano il tempo che trovano – dice – i partiti politici, che non si sono nemmeno degnati di prendere fino ad ora in considerazione le nostre proposte, dovrebbero mettere in campo idee e progetti alternativi. Ma preferiscono parlarsi addosso, mentre noi un’idea sulla quale confrontarsi, pronti ad accogliere qualsiasi suggerimento, la mettiamo a disposizione della città».

La visita Nella mattinata di venerdì, intanto il vice presidente della Camera, Luigi di Maio (M5S) alle 11,30 terrà un incontro pubblico nell’auditorium di Ast: «L’invito a partecipare – spiega una nota del M5S – è rivolto a tutti i lavoratori dell’Ast e le relative organizzazioni sindacali, alle rappresentanze istituzionali umbre e a tutti i cittadini interessati alle vicende delle acciaierie ternane». La cosa curiosa, però, è che nel programma della giornata non è prevista alcuna visita alla fabbrica e nessun incontro con la dirigenza.

‘Pedalata’ e tavola rotonda Per sabato, invece, i sindacati dei metalmeccanici in collaborazione con l’Ancescao (l’associazione nazionale dei centri sociali, comitati anziani e orti) di Terni, organizzano una ‘pedalata’ cittadina – con partenza alle 9 dal centro sociale di via Vulcano – nei diversi quartieri simbolo della storia industriale della città e arrivo della carovana di bici in Piazza Europa. Alle 18, poi, nell’area parco del centro Sociale ‘Matteotti’, si svolgerà una tavola rotonda alla quale parteciperà il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo; insieme al vicepresidente nazionale di Ancescao, Gianfranco Lamperini; Attilio Romanelli della Cgil e Riccardo Marcelli della Fim Cisl

Una replica a “La Tk-Ast e il progetto di public company. Mangialardi: «Si può fare e vi spiego come»”

  1. MARILENA MACRI' ha detto:

    UNA COSA CHE NON AVETE MESSO IN CHIARO E’ CHE CON L’AZIONARIATO POPOLARE, AZIONARIATO DIFFUSO MI PIACE POCO, GLI OPERAI ENTRANO AFAR PARTE DEGLI UTILI DELL’AZIENDA E POI NON MI PIACE CARI
    FURBACCHIONI CHE QUESTA PROPOSTA DI
    RILANCIO DELL’AZIENDA LA STATE FACENDO IN CAMPAGNA ELETTORALE

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