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mercoledì 28 settembre - Aggiornato alle 02:41

La settimana dei Farmers market in Umbria come nel resto del mondo

Sempre più cittadini in tutte le latitudini chiedono di accedere al cibo contadino

©Fabrizio Troccoli

La World Farmers markets coalition lancia la settimana internazionale dei farmers market. Partita dagli Usa oltre 20 anni fa, quest’anno per la prima volta, la settimana dei farmers markets diventare globale! La World farmers markets coalition oggi rappresenta circa 40 paesi e 60 tra associazioni di farmers markets e supporter parteners in tutti i continenti che si sono mobilitati per celebrare il ruolo che i mercati contadini stanno svolgendo per sviluppare un nuovo food system basato sulla produzione, distribuzione diretta e consumo di cibo locale. L’Umbria ha da anni sposato l’iniziativa con una serie di mercati contadini programmati nei principali centri, sia in provincia di Perugia che in provincia di Terni, di cui diversi targati Coldiretti, quelli cioè riconoscibili dai gazebo gialli e altri autonomi, come quello del centro storico perugino in piazza Matteotti. L’Umbria ha anche un grande farmers market, il mercato contadino coperto di ‘Campagna Amica’ sempre nel capoluogo umbro in zona Madonna Alta.

L’occasione di una settimana dedicata è anche un modo per sottolineare l’importanza del lavoro che svolgono insieme ai contadini gli organizzatori e i manager dei farmers markets, così come i tanti volontari che in tutto il mondo stanno crescendo per portare nelle città i prodotti delle campagne ma anche la cultura e le tradizioni contadine. I mercati degli agricoltori rappresentano una realtà che cresce sempre di più, in Italia grazie al lavoro di Fondazione Campagna Amica e i 2 anni di pandemia sono stati inaugurati oltre 60 nuovi farmers markets mentre il fenomeno si sta espandendo dall’estremo nord del globo all’estremo sud. Dall’Alaska al Cile, dalla Norvegia alla Nuova Zelanda senza trascurare gli esempi virtuosi di tanti paesi africani una spesa biodiversa, non globalizzata trova sempre più interesse nei cittadini, nel mondo della ristorazione di qualità e anche tra le giovani generazioni. Un sistema che promuove le relazioni umane, un sistema che offre la possibilità di scegliere un cibo di comunità in maniera complementare rispetto a quello industriale.

Fare la spesa nei mercati contadini significa infatti avere dai 15 ai 20 scambi sociali in media che diventano 1 massimo 2 nella spesa al supermercato, ma anche favorire l’economia locale, sostenere la vita delle aree rurali, rivitalizzare e dare nuova vita a quartieri e luoghi spesso abbandonati nelle città. Ma significa anche e soprattutto lavorare quotidianamente e in maniera concreta alla protezione della biodiversità contadina, misuratore indiscutibile dello stato di salute del nostro pianeta.

Feste, iniziative di solidarietà, pranzi e cene di comunità, workshops, si stanno svolgendo in tutti i continenti, una vera maratona celebrativa di una settimana che ha l’ambizione di rinnovarsi ogni anno e coinvolgere sempre più mercati, contadini, consumatori e comunità locali in ogni angolo del Paese. «Lavoremo a far crescere sempre di più la nostra Wfmc – ha dichiarato il presidente Richard McCarthy -, in poco più di un anno di vita abbiamo fatto tantissimo lavoro e oggi sono tanti i protagonisti del cibo locale di tutto il mondo con cui ci stiamo confrontando. Ma abbiamo bene in testa che c’è molto da fare per costruire la più grande comunità al mondo di contadini e consumatori che promuovono la produzione ed il consumo di cibo locale». Fra qualche giorno le celebrazioni termineranno ma già dal mese di settembre partiranno nuovi progetti della World Farmers Markets Coalition. «Faremo partire una accademia mondiale per formare farmers markets managers, contadini, amministratori locali e nazionali – informa il coordinatore mondiale della coalizione Carmelo Troccoli – ma con il coinvolgimento di università di diversi paesi presto promuoveremo un vero master di local food policy per fare crescere in tutto il mondo le necessarie competenze per lo sviluppo di un vero sistema del cibo locale. Tra i progetti di food coalition della Fao i farmers markets svolgeranno un ruolo sempre più importante nelle dinamiche di costruzioni di sistemi del cibo più sostenibili e giusti».

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