venerdì 26 aprile - Aggiornato alle 17:51

La ricetta dei sindacati per far ripartire Terni: «Salute, infrastrutture, appalti e welfare»

Le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil lanciano il documento «per un nuovo modello di sviluppo»

«Salute, ambiente e sicurezza, il rilancio della infrastrutture, migliori condizioni di lavoro in particolare per il settore appalti, welfare e formazione». Sono questi i punti su cui si concentra il documento dal titolo: «Per un nuovo modello di sviluppo della provincia ternana», sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil e presentato in conferenza stampa lunedì mattina. «Come sindacato confederale sentiamo l’esigenza di un contributo fattivo per far uscire dalla crisi, un territorio che in questi lunghi anni è stato martoriato. Alla crisi economica in atto, si è aggiunta una vera e propria crisi politica e sociale».

I punti «Il sindacato vuole sviluppare la contrattazione per la riqualificazione del territorio, contro l’abbandono delle zone interne, contro il consumo del suolo e l’abusivismo, per la bioedilizia, contro la deforestazione e per la chiusura di tutte le discariche, sviluppando raccolta differenziata, recupero e riuso delle materie. La contrattazione dovrà svilupparsi anche per la tutela della biodiversità, per l’agricoltura e il turismo sostenibile. Oggi non è importante solo quanto si differenzia, ma è importante quanto è il materiale riciclato. E’ necessario pensare che più che la quantità conta la qualità della raccolta differenziata che eleva la qualità dei materiali riciclati. Lo sviluppo sostenibile deve soddisfare i parametri ambientali, sociali ma anche economici, perché altrimenti non è sviluppo ma disperazione. Seguendo questo ragionamento, dovremmo censire sia le attività economiche che operano sulle attività di riciclaggio che i centri di recupero dei rifiuti degli apparecchi elettrici ed elettronici. Così come dovremmo approfondire la questione dei rifiuti non urbani, cioè di natura industriale, agricola o di altre attività economica».

La mobilità Sul fronte dei trasporti, hanno spiegato le sigle, «la mobilità e la logistica possono essere un volano per uscire dalla crisi e cogliere le opportunità che offre anche il riconoscimento dell’area di crisi complessa. Serve una visione di Smart city che accompagni le scelte politiche dei 18 comuni interessati all’area di crisi complessa. Quella visone colta e poi abbandonata di fatto dai comuni più importanti come Terni e Narni. Il comune capoluogo è commissariato e di fatto è impossibile qualunque pianificazione, Il comune di Narni anche se in forte ritardo sta valutando soluzioni interessanti elaborate da alcuni ricercatori dell’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti».

Appalti I rappresentanti dei lavoratori si sono concentrati poi sul discorso appalti, condannando le pratiche del massimo ribasso per l’assegnazione dei lavori. «La questione del lavoro e dei lavoratori in appalto è atavico e negli ultimi anni ha in effetti cambiato paradigma, infatti, ormai tutto l’apparato del manifatturiero e dei servizi è attraversato da esternalizzazioni e l’economia in appalto è sempre più rilevante nella produzione del Prodotto Interno Lordo. In maniera sistematica, negli ultimi anni si sono, quindi, frammentate le filiere produttive, facendo entrare nel processo diverse tipologie di contratto, che ha aperto la strada, nel tempo della crisi anche ai cosiddetti contratti pirata per abbassare il costo del lavoro e inevitabilmente salario e diritti per i lavoratori. Di fronte a questi cambiamenti e a questa frammentazione il sindacato, anche grazie all’accordo con Confindustria sulla rappresentanza, è chiamato ad un salto di qualità e a cambiare il modo di rappresentare e di contrattare. C’è la necessità di una regia confederale, capace di promuovere coordinamenti intercategoriali in grado di elaborare protocolli con i committenti nell’ambito delle previsioni contrattuali e di legge, ed in particolare nelle materie della Salute e sicurezza, salario, livelli occupazionali e promozione della contrattazione di secondo livello».

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