lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 03:43

«La Perugina rischia di diventare la nostra Ast»: allarme in Regione della Flai Cgil

Lavoratori all'ingresso della fabbrica

«Serve attenzione da parte del ministero dello Sviluppo economico per sollecitare scelte decise da parte di Nestlè, per evitare di trovarci ad affrontare una nuova vertenza, che potrebbe rivelarsi complessa come quella dell’Ast». Usa parole forti il segretario generale della Flai-Cgil Umbria, Michele Greco, durante l’audizio e che si è svolta davanti alla seconda commissione di Palazzo Cesaroni.

«Vertenza si apre» Greco ha chiesto di «informare la Giunta regionale e i parlamentari umbri della difficile situazione della Perugina così da attivarli per chiedere una sponda al ministero dello Sviluppo economico nella vertenza che i lavoratori dello stabilimento di San Sisto stanno aprendo con la Nestlè». Nel corso della riunione Greco ha spiegato che l’obiettivo del sindacato è «creare un clima di pressione che possa stimolare Nestlè a fare delle scelte chiare per la Perugina, perché in questo momento di crisi non ci possiamo permettere l’immobilismo attuale. Tra i lavoratori c’è una tensione vera perché si aspettano di più. Domani (giovedì 27, ndr) ci sarà un’assemblea in fabbrica con i segretari nazionali per avviare una vertenza di gruppo per pretendere da Nestlè una presenza più forte in Italia».

Poca chiarezza «Quella che stiamo aprendo – ha detto il sindacalista – è una vertenza sui generis perché, grazie all’accordo di mobilità e solidarietà sottoscritto ad agosto, i livelli occupazionali dello stabilimento di San Sisto sono tutelati fino al 2016. Ma a fianco al sacrificio degli 865 dipendenti di Perugia, alla base della firma dell’accordo c’era la richiesta di un piano industriale per ritrovare tranquillità di produzione e occupazionale. Invece oggi ci accorgiamo che l’impegno di Nestlè per la Perugina è carente dal punto di vista strategico e industriale. Il calo della produzione di mille e 500 tonnellate, così come la forte riduzione dei lavoratori stagionali (passati dai 300 dell’anno scorso ai 140 di quest’anno) dimostrano la mancanza di impegno della multinazionale a San Sisto. Non vogliamo aspettare il 2016 per scoprire che non si è fatto nulla. Per questo ci serve una pressione mediatica, sindacale e politica sulla multinazionale svizzera perché prenda un impegno vero sulla Perugina».

Portare a San Sisto il caffè Greco ha riportato che il 18 novembre scorso è stato «a Ginevra per il coordinamento di Nestlè Europa dal quale è emersa la scarsa crescita del gruppo in Italia (-3,5 % nel 2014, con il comparto dolciario che è tra i settori più colpiti) e la difficoltà evidente della Perugina in termini produttivi e di prospettiva. Al di là della richiesta di investimenti sul marchio e su nuovi prodotti, serve una soluzione industriale. La nostra proposta è di individuare produzioni forti del gruppo che non vengono prodotte in Italia, come quella del caffè, da collocare a San Sisto per destagionalizzare l’occupazione». «Ci faremo carico – ha detto il presidente della commissione, Gianfranco Chiacchieroni – di informare la Giunta regionale e i parlamentari umbri di una situazione così difficile di un’azienda importante per il nostro territorio come la Perugina».

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