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domenica 5 febbraio - Aggiornato alle 11:43

La Cassazione dà ragione alla Rocchetta. Sindaco: «Ora subito il piano industriale da 30 milioni»

Otto anni di contenzioso, ora il punto di svolta: concessioni considerate legittime. Si punta a 120 posti di lavoro

Photo by Jonathan Chng on Unsplash

La Cassazione ha respinto il ricorso della Comunanza agraria che ha intentato un contenzioso di 8 anni, contro le concessioni che la Regione Umbria ha rilasciato alla Rocchetta per i prelievi dell’acqua a Gualdo Tadino. La lunga vicenda di questa battaglia giudiziaria ha visto, sostanzialmente, la Comunanza agraria contro tutti, ovvero contro sia l’azienda, ma anche contro le posizioni di Comune e Regione. La Comunanza agraria ha chiesto il riconoscimento della proprietà dei luoghi degli attingimenti, ai cittadini di Gualdo Tadino, e sulla base di questo principio ha rivendicato la legittimità di rappresentanza di tali diritti, dichiarando illegittime le concessioni rilasciate dalla Regione, presuntamente non titolata a tale rilascio. Nel 2016 la Regione aveva rinnovato a Rocchetta le concessioni dei prelievi, per una durata di 25 anni, decisione questa che fu impugnata dalla Comunanza agraria in tutti i gradi di giudizio, si è passati dal Tar al Consiglio di Stato e fino alla Cassazione. Che ora ha respinto il ricorso obbligando il ricorrente al risarcimento delle spese legali, sia per Rocchetta, che per il Comune oltre che per la Regione.

Approfondimento Sentenza definitiva dunque che dovrebbe chiudere il caso e consentire di liberare quel piano industriale da 30 milioni, rimasto in sospeso per tutti questi anni, in attesa di una decisione definitiva sulla concessione. «Non posso che essere soddisfatto, da un lato – ha commentato il sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti – per avere ottenuto ragione nel contenzioso. È stato così affermato il principio della proprietà demaniale, dell’acqua come abbiamo sempre affermato. Non posso, tuttavia, esprimere il mio dispiacere per gli otto anni di opportunità mancate per il nostro territorio. A quest’ora avremmo già visto compiuto il piano industriale di Rocchetta da 30 milioni di euro che per noi, oltre a rappresentare opportunità di occupazione, significa una fondamentale opera di bonifica dell’area, la messa in sicurezza e un nuovo stabilimento innovativo».

Il piano Lo sblocco di un investimento garantito dall’azienda Rocchetta si traduce nel recupero della valle, inteso come recupero ambientale, la messa in sicurezza e la mitigazione rispetto al rischio idraulico, un punto di ristoro. In più un nuovo stabilimento con un marchio che il ministero della Salute aveva già riconosciuto e che al nome Rocchetta aggiunge il marchio ‘Serra Santa’, ovvero il nome del monte dove vengono compiuti gli attingimenti. L’azienda Rocchetta potrà così prelevare 7 litri al secondo in più di quelli attuali, arrivando a un massimo di 25 litri al secondo. L’inizio del cantiere per questo territorio che, più di altri, ha risentito di una lunga crisi occupazionale, con la perdita di importanti settori industriali, tra tutti il settore del ‘Bianco’ con gli elettrodomestici della Merloni, il settore della ceramica e altri, si diceva: l’apertura di un cantiere per l’opera di recupero della valle è di per sé un volano di occupazione per questo territorio. Oltre poi al lavoro che richiamerà il nuovo stabilimento che replica quello esistente e che, soltanto nella sezione dell’imbottigliamento, prevede non meno di 50 assunzioni, più tutto l’indotto. Ovvero trasporti, magazzino, pulizie e sorveglianza, per un totale di occupazione che si aggira tra le 100 e le 120 unità.

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