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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 13:03

In Umbria natalità imprese torna ai livelli pre Covid-19: Terni va più veloce di Perugia

Nel secondo trimestre 2021 contate +900 nuove iscrizioni rispetto allo stesso periodo segnato dal primo lockdown

(foto di D. Wiadro)

Nel secondo trimestre del 2021 in Umbria si contano oltre 900 aperture in più rispetto allo stesso periodo del 2020 con la natalità imprenditoriale che in Umbria torna ai livelli pre Covid-19. Sì, perché tra aprile e giugno si sono contate 1.265 iscrizioni di nuove imprese, quasi il doppio di quelle che sempre nel secondo trimestre dell’anno hanno cessato l’attività.

A renderlo noto è la Camera di Commercio dell’Umbria che conta «94.598 imprese attive in Umbria, con una crescita tendenziale di 562 unità in tre mesi e un tasso di crescita regionale che si attesta a 0,65 per cento, cioè al di sotto della media nazionale dello 0,74 e anche a quella del Centro Italia dello 0,76 per cento, anche se l’Umbria fa meglio delle Marche(0,53), ma meno di Lazio (0,85) e Toscana (0,74)».

La ripresa della natalità imprenditoriale appare piuttosto omogenea tra le province di Perugia e Terni, con quest’ultima che ha un maggiore tasso di crescita, raggiungendo lo 0,89, che è anche tra i più alti su base provinciale, contro lo 0,58 per cento di Perugia. In numeri assoluti, come sempre, pesa di più la provincia del capoluogo di regione: qui nel secondo trimestre si sono contate 918 nuove iscrizioni e 497 chiusure, mentre a Terni 347 contro 153.

A dire che «è senz’altro ancora troppo presto per parlare di un ritorno alla normalità» è il presidente dell’ente camerale, Giorgio Mencaroni, che non manca però di rilevare come «le iscrizioni di nuove imprese hanno ripreso a salire a buon ritmo», con l’andamento che, a suo dire, «appare stimolato dal migliorato clima di fiducia delle imprese, passato, certifica Istat, da un indice di 87,9 a gennaio ’21 a uno di 112,8 registrato a fine giugno ’21».

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