lunedì 6 aprile - Aggiornato alle 13:47

In Umbria Ismea mette all’asta mille ettari di terra: mutui agevolati per gli under 41

Undici appezzamenti in provincia di Perugia e uno in quella di Terni. Domande da presentare entro il 19 aprile

Un terreno coltivato in Umbria (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Iv.Por

Sono quasi mille gli ettari di terra messi all’asta in Umbria da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. Gli appezzamenti – 11 in provincia di Perugia e uno in quella di Terni – sono parte del patrimonio della Banca nazionale delle terre agricole, nata con la finanziaria del 2016 per assegnare terreni pubblici lasciati in stato di abbandono. Da mercoledì e fino al 19 aprile potranno essere presentate le manifestazioni di interesse che prevedono una sorta di corsia preferenziale grazie alla quale, chi ha meno di 41 anni potrà ottenere mutui trentennali al 100% e sostegni dedicati. In tutta Italia i terreni sono quasi 400, perlopiù concentrati nelle regioni del Sud. Questo terzo bando di Ismea è stato presentato mercoledì a Roma e, secondo il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova, «potrà avere un impatto importante».

LA MAPPA DEI TERRENI

I terreni a disposizione Il terreno più vasto è tra Valfabbrica e Gualdo Tadino con 688 ettari tra seminativo, bosco e pascoli venduti con base d’asta di 1.860.666 euro. Il più piccolo a Bettona di poco più di 4 ettari battuti a 89.378 euro. Sempre a Bettona un altro da circa 16 ettari a 333.491 euro. Poi ci sono 53 ettari ad Acquasparta a 1.778.260 euro, ma il più caro come base d’asta è quello di 67 ettari e mezzo a Castiglione del Lago con 1.937.540 euro. Due terreni anche a Città di Castello di 10,7 e 10,3 ettari battuti rispettivamente a 105.191 euro e 113.634 euro; uno a Gubbio di 64,6 ettari a 127.270 euro, uno a Nocera Umbra di 30,6 a 186.533 euro. A Perugia si trovano i circa 15 ettari dal costo base di 159.230 euro, mentre per i 6,7 ettari di Torgiano ci vogliono minimo 89.102 euro. Infine a Umbertide si trova un terreno da 23,4 ettari venduto a 144.432 euro.

Bellanova «Questo è per noi un inizio – ha aggiunto – perché voglio invitare con forza tutte le istituzioni, a partire dai Comuni, a fare l’anagrafe delle loro terre incolte perché dobbiamo avviare in questo paese una nuova riforma fondiaria». E allora, «se diciamo che l’agricoltura deve tornare al centro del sistema economico, noi dobbiamo dare la possibilità di un accesso alle terre che non sia molto costoso se dobbiamo dotare lavoratori, lavoratrici e imprese di strumenti che sostengano l’innovazione, la ricerca e la collocazione sui mercati dei prodotti che sono sempre di maggiore qualità».

Gallinella «Il fine di questi dispositivi – spiega in una nota il deputato umbro del M5s Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera – è triplo: far tornare a girare le economie rurali locali, ridurre lo spreco dei troppi ettari coltivabili ma incolti sparsi per il paese, e favorire il ricambio generazionale in agricoltura che oggi appare più che mai indispensabile, non solo per il mantenimento di un tessuto socioeconomico di tante aree rurali del territorio, a rischio di spopolamento nell’arco di qualche decennio, ma anche per imprimere al settore primario quella spinta verso l’innovazione e gli investimenti che sarà sempre più vitale per rispondere alle nuove sfide future».

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