domenica 31 maggio - Aggiornato alle 12:33

In Umbria chiuso il 60% delle attività artigiane: in un mese persi 120 milioni di fatturato

La stima (prudenziale) dell’ufficio studi della Cgia di Mestre: «In Italia costruzioni, manifattura e servizi alla persona i settori più colpiti»

Un falegname al lavoro

di Dan.Bo.

Almeno 117 milioni di euro di fatturato persi in un mese di lockdown, quasi quattro milioni al giorno. Sabato l’ufficio studi della Cgia di Mestre ha provato a stimare i danni subiti dal vasto settore dell’artigianato in questo mese che, a livello nazionale, ammontano secondo l’analisi ad almeno 7 miliardi di euro. Per quanto riguarda l’Umbria, la percentuale di fatturato andata in fumo è pari al 3,8%, in linea con la media nazionale (3,7%); nel complesso, delle oltre 20.300 imprese artigiane della regione il 61% è stato costretto alla chiusura dai diversi decreti che si sono susseguiti nel corso delle settimane, mentre quelle aperte sono poco meno di 7.500.

CIG, GIÀ RICHIESTE PER 18 MILA LAVORATORI

L’analisi La stima è stata fatta partendo dal fatturato di ciascun settore Ateco, calcolando la perdita sulla base dei giorni di chiusura; i numeri riguardano uno scenario prudenziale, applicando il minimo dei valori laddove le informazioni non erano disponibili per singolo comparto, e non tengono conto della forte flessione subita dalle attività aperte. A livello nazionale secondo la Cgia i settori più colpiti sono quelli che riguardano le costruzioni (3,2 miliardi), la manifattura (2,8) e i servizi alla persona (650 milioni). In ballo, dal settore edile al metalmeccanico, dal legno al tessile fino a parrucchieri, estetisti e così via, ci sono migliaia di realtà che arrivavano già provate dal decennio di crisi.

Rischio chiusura «L’artigianato rischia di estinguersi, o quasi, in particolar modo nelle piccole città e nei paesi di periferia – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – e molte attività, a fronte dell’azzeramento degli incassi, degli affitti insostenibili e di una pressione fiscale eccessiva, non reggeranno il colpo e saranno costrette a chiudere. Se la situazione non migliorerà entro la fine del prossimo mese di maggio, è verosimile che entro quest’anno il numero complessivo delle aziende artigiane scenderà di almeno 300 mila unità: vale a dire che il 25 per cento delle imprese artigiane presenti in Italia chiuderà i battenti».

Twitter @DanieleBovi

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