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martedì 17 maggio - Aggiornato alle 02:45

‘In Italy’, torna a Perugia il Festival delle culture del cibo e dell’ospitalità promosso dall’Università per Stranieri 

A Palazzo Gallenga sarà ospite anche il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini. L’enoturismo al centro di un incontro MTV Umbria e Umbria Top Wines

Cantine Aperte in Umbria

di Dan. Nar.

Torna “In Italy”, il Festival delle Culture del Cibo e dell’Ospitalità promosso dall’Università per Stranieri di Perugia. Nato nel 2019, il festival rappresenta uno degli eventi collegati al corso di laurea “Made in Italy, cibo e ospitalità” (MICO), l’innovativa triennale della Stranieri, che – unica in Italia – unisce due classi di laurea e due aree culturali e professionali: quella delle produzioni tipiche (con particolare attenzione all’agroalimentare) e del turismo. Il programma si sviluppa in tre intense giornate, dal 4 al 6 maggio, e prevede un evento posticipato e conclusivo il 27 maggio, con la presenza (ore 16) a Palazzo Gallenga il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini. L’enoturismo sarà tra i protagonisti del calendario della rassegna, quando il 5 maggio a Palazzo Gallenga ci sarà un approfondimento a cura di Mtv Umbria e Umbria Top Wines.

Conferenze e interventi Le giornate del 4 e del 5 si svolgeranno nell’aula magna di Palazzo Gallenga con conferenze e interventi che andranno dal turismo gastronomico alla sostenibilità nella ristorazione, dal cibo come strumento di rilancio dei territori terremotati alla letteratura di viaggio, dalla rete internazionale dei mercati contadini alla produzione del cioccolato, dalla storia dell’alimentazione a quella del vino. Molti gli ospiti che vi parteciperanno, a partire dalle 9:30 di mercoledì 4 maggio: Roberta Garibaldi, Amministratore Delegato di Enit e Direttrice dell’Osservatorio per il Turismo enogastronomico, in collegamento video Cristina Bowerman, chef entrepreneuse e Presidente Ambasciatori del Gusto, Annalisa L. Cavaleri, giornalista e docente di Antropologia del cibo (Università IULM di Milano), Tiziana Primori, Presidente FICO EatalyWorld, Nicola Alemanno, Sindaco di Norcia, Fabiana Cacciapuoti, Centro Nazionale di Studi Leopardiani e consulente scientifica di Casa Leopardi, Stefano Mangioni, Segretario Generale dei Parchi Letterari, Francesca Masi, Responsabile del progetto “700 Viva Dante” del Comune di Ravenna, Eugenio Guarducci, Presidente di Eurochocolate, Carmelo Troccoli, Coordinatore mondiale della WFMC, Alberto Capatti, Storico dell’alimentazione e della gastronomia, Allen J. Grieco, Professore Emerito Harvard University Center of Italian Renaissance Studies-Villa I Tatti.

Enoturismo Ci saranno anche Nicola D’Auria, Presidente nazionale del movimento Turismo del Vino, Giovanni Dubini, Presidente movimento Turismo del Vino dell’Umbria, Massimo Sepiacci, Presidente Umbria Top Wines, relatori di un incontro sull’enoturismo. L’enoturismo, negli ultimi anni, ha rappresentato uno strumento fondamentale non solo per l’integrazione del reddito delle cantine, favorendo le vendite di vino e prodotti tipici, ma soprattutto per la diffusione dell’immagine del nostro Paese e la promozione turistica dei suoi territori. Di recente lo ha confermato anche il XVIII Osservatorio nazionale sul Turismo del Vino promosso dalle Città del Vino, in collaborazione con Le Donne del Vino e realizzato da Nomisma – Wine Monitor, presentato al Vinitaly, che ha evidenziato, peraltro, come esso pesi, in media, per il 12/14% sul fatturato totale delle cantine. L’Umbria, ovviamente, non fa eccezione e, anzi, punta a incrementare e migliorare l’offerta enoturistica in tutto il territorio regionale, con l’obiettivo condiviso anche dalle istituzioni di fare della produzione vitivinicola regionale un importante ambasciatore della regionale e della sua cultura. Nel cuore verde d’Italia, l’enoturismo, disciplinato attraverso il DM 12 marzo 2019 e i conseguenti provvedimenti regionali, ha potuto contare su affluenze intorno alle 80.000 presenze, con un indotto importante per le cantine, ma anche per tutte le attività coinvolte nel settore turistico (alberghi, ristoranti, agriturismi, attività ricreative, così come servizi e mobilità). Il Covid ha senza dubbio ridotto questi numeri, ma la possibilità offerta dalle cantine di trascorrere momenti di relax all’aria aperta, in sicurezza e con un adeguato distanziamento, ha comunque favorito un turismo di prossimità anche in periodo di pandemia, a cui si sono aggiunte peraltro numerose iniziative online e social ideate dalle cantine. Secondo lo stesso Osservatorio sul Turismo del Vino, il ritorno ai numeri pre pandemia a livello nazionale (nel 2019 14 milioni le visite, 2,5 miliardi di euro il giro d’affari) non dovrebbe essere lontano, forse sarà possibile già da quest’anno. Di questo e del ruolo che l’enoturismo svolge per la promozione e la conoscenza del territorio e, quindi, delle azioni da mettere in campo per un’offerta enoturistica moderna, professionale e competitiva si parlerà nel corso dell’incontro previsto il 5 maggio prossimo a Palazzo Gallenga, a partire dalle ore 17. Gli ospiti, sollecitati dalle domande e dalle osservazioni di Anna Chiara Baiocchi, sommelier AIS Umbria ed esperta di vino, si confronteranno con il pubblico su questi temi, sulla base della loro esperienza diretta e pluriennale.

Tartufo Il 6 maggio è prevista una giornata a Scheggino riservata agli studenti dell’Università per Stranieri e dedicata al mondo del tartufo. Le attività in programma sono organizzate in collaborazione con Urbani Tartufi e prevedono anche l’incontro con la realtà dell’albergo diffuso “Torre del Nera”.

Festival “IN ITALY – spiega Giovanni Capecchi, presidente del MICO – rappresenta un importante momento di studio e raccordo col territorio per l’Università per Stranieri, per il corso di laurea MICO e per tutti i nostri studenti, italiani e stranieri. In questa edizione 2022 si avrà modo di conoscere alcune realtà aziendali ed alcuni esperti di cibo e turismo di prestigio internazionale, ed inoltre la diretta streaming consentirà di seguire l’iniziativa anche agli studenti delle scuole superiori che non avranno modo di parteciparvi”. In Italy è organizzato in collaborazione con Coldiretti, Confcommercio, AIDDA (Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti d’Azienda), Eurochocolate, Confartigianato Cuneo, ArcheoFood, Movimento Turismo del Vino e Umbria Top, e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Qua il programma completo. L’ingresso alla manifestazione è libero e gratuito previa iscrizione.

Enoturista tipo in Italia Secondo quanto emerge dal XVIII Osservatorio sul Turismo del Vino è un giovane sotto i 35 anni (60%), con un livello di istruzione inequivocabilmente alto (95%), anche per il reddito superiore (84%). È in prevalenza un cittadino (75%) che fa vacanze enoturistiche di breve durata (71%) e di prossimità (67%), alla ricerca di esperienze legate al territorio (79%), possibilmente all’aria aperta (73%). Nel turismo del vino post Covid non manca comunque il visitatore straniero, per il quale vengono organizzate anche iniziative specifiche. Indubbiamente, il nuovo enoturismo passa anche attraverso il digitale e il web. Se, da un lato, si è assistito ad un vero e proprio boom dei cd millennials, tra i turisti del vino sono cresciute notevolmente anche le presenze femminili, al punto che molte cantine hanno ideato proposte ad hoc per il pubblico femminile. Questo in parte è dovuto al fatto che anche le imprese enoturistiche sono sempre più al femminile. La presenza delle donne nelle imprese del vino si concentra nel marketing e comunicazione dove sono l’80% degli addetti, nell’enoturismo e nelle altre attività turistiche rispettivamente con il 76 e 75% degli occupati. Prevalgono leggermente anche nel commerciale (51%) mentre nel vigneto e in cantina la loro quota passa al 14%. Secondo l’Osservatorio, attualmente la wine hospitality italiana si concretizza, nel 99% dei casi, dalla degustazione a cui si associano la vendita diretta (96%) e la visita guidata degli impianti produttivi (94%). Fra le cantine, c’è una percentuale del 33-40% che offre anche pasti, pernottamenti o altre attività di tipo agrituristico, anche organizzate in soggiorni a tema. Meno del 20% del totale ha cercato di organizzare qualcosa di davvero particolare come un corso di cucina oppure una esperienza di vendemmia. Le più restie a implementare l’offerta enoturistica “basic” con elementi accessori sono le cantine del Nord Ovest mentre le più strutturate sono nel centro Italia dove la visita con assaggio è spesso arricchita dall’offerta di prodotti tipici, trekking, escursioni ai centri d’arte nei dintorni, corsi di cucina e benessere. Va comunque detto che l’acquisto medio degli enoturisti in cantina è nella fascia 50-100 euro e solo il 18% dei visitatori spende più di 100 euro.

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