mercoledì 13 dicembre - Aggiornato alle 13:43

Imperial Tobacco, confermato l’acquisto di 800 tonnellate in Umbria

La firma al ministero dopo una lunga trattativa: «Scelta la qualità italiana nonostante si siano ridotti i margini di guadagno»

Un sospiro di sollievo per i produttori umbri. Imperial Tobacco, la multinazionale britannica proprietaria dei marchi John Player Special, Davidoff, Golden Virginia e Rizla, conferma il proprio impegno ad acquistare 2.500 tonnellate di tabacco italiano di qualità. Tali acquisti, relativi al raccolto 2017, saranno suddivisi in parti uguali tra le varietà Virginia Bright e Burley prodotte in Umbria, Veneto e Campania. In particolare, il tabacco coltivato in Umbria che sarà acquistato corrisponde a oltre 800 tonnellate.

Trattativa L’annuncio dopo una lunga fase di riunioni tecniche e l’incontro al ministero delle Politiche agricole tra il viceministro Andrea Olivero, il capo dipartimento delle politiche competitive Luca Bianchi e Valerio Forconi, responsabile delle relazioni istituzionali e degli affari legali regione sud est Europa di Imperial Tobacco. Durante tale incontro è stato ribadito l’impegno del gruppo britannico, che consentirà ai tabacchicoltori di sottoscrivere i contratti di coltivazione per il prossimo raccolto.

Conferma nonostante modifiche «Imperial Tobacco ha deciso di confermare, anche quest’anno, il suo impegno all’acquisto di tabacco italiano – ha dichiarato Forconi – nonostante le recenti modifiche del quadro normativo, a tutti i livelli, abbiano determinato una contrazione dei volumi e della marginalità penalizzando l’intera filiera. Sebbene il tabacco italiano, dopo l’eliminazione dei sostegni comunitari, sia più caro rispetto a quello di altre origini a causa degli alti costi di produzione, continueremo ad acquistarlo in quantità in linea con la nostra quota di mercato perché crediamo nel valore e nella qualità della produzione italiana. Tenuto conto del difficile momento che sta attraversando il settore, auspichiamo che il quadro normativo, nel suo complesso, non subisca ulteriori inasprimenti, in modo da consentirci di confermare le nostre scelte e i futuri investimenti in Italia».

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