martedì 20 novembre - Aggiornato alle 22:45

Ikea a Collestrada, nasce un comitato e presenta il conto al Comune di Perugia

‘Si può fare ma a patto e condizioni: ecco le nostre. E intanto incontriamoci per vedere le carte’

Collestrada

Neppure il tempo di formulare i progetti di Ikea e dell’ampliamento del centro Commerciale, e si allestisce il comitato. E’ libero ed è costituito dagli abitanti di Collestrada, quelli cioè che denunciano lo stravolgimento della loro quotidianità. «I componenti il Comitato, aperto a tutta la cittadinanza – si legge nella loro nota -, si vogliono fare portavoce delle necessità e delle istanze di una zona di Perugia che subirà una importante trasformazione e una crescita demografica considerevole. La nostra attenzione riguarderà in particolar modo la viabilità sia cittadina che extraurbana, siamo preoccupati in merito all’auspicato snellimento delle lunghe code che si creano attorno al nodo di Collestrada».

Punto per punto Il comitato parla dei progetti e entra nel merito: «Ravvediamo una situazione di rischio per l’incolumità anche dei pedoni con particolare riferimento all’incrocio a raso (in prossimità della zona via Ranco) che la nuova arteria ipotizzata tra Ospedalicchio e zona Ikea determinerebbe. I disagi per gli abitanti di Collestrada sarebbero notevoli, vedi le quattro rotonde da percorrere per chi viene da est e le cinque per chi viene da ovest. In generale la sensazione è che si sia posta grande attenzione alle problematiche legate alla viabilità principale (Anas) e poca a quelle legate alla viabilità locale».

Come procedere Quindi una serie di indicazioni: «Dal punto di vista della viabilità cittadina va scongiurato il rischio di un “ritorno al passato” in cui il paese di Collestrada era tagliato in due dalla 75 bis e per andare da una parte all’altra era necessario attraversare la superstrada; pertanto sarà fondamentale garantire, e possibilmente migliorare, il collegamento tra la parte alta dell’abitato di Collestrada, la zona bassa (dove sono ubicati i servizi principali come l’ufficio postale, il Cva, le aree verdi, le fermate dell’autobus, il bar e le altre attività commerciali), la zona produttiva e residenziale di via della Valtiera e l’area di via Ranco oggetto negli ultimi anni di una forte espansione urbanistica. Riteniamo opportuno che il Comune di Perugia provveda ad una revisione completa ed organica della viabilità interna alla frazione migliorando le infrastrutture di collegamento stradali e ciclopedonali e connetterli in maniera agevole al parco fluviale del Tevere. Sarà necessario, inoltre, prevedere un percorso pedonale sicuro tra l’abitato di Collestrada e il complesso commerciale al fine di scongiurare i rischi per chi vi si reca a piedi, in particolare i più giovani che vivono il centro commerciale come punto di ritrovo».

Sul tavolo Si passa quindi ai fatti: «Vigileremo affinché il quartiere possa ricevere delle compensazioni grazie ad una parte degli introiti che il Comune di Perugia percepirà attraverso gli oneri di urbanizzazione, implementando le aree verdi e gli spazi associativi, anche perché le necessità infrastrutturali del quartiere sono evidenti. Ci auguriamo che tra le opere accessorie che si realizzeranno ci sia un collegamento diretto al percorso ciclopedonale del Tevere al fine di favorire la mobilità dolce del territorio. La nostra cittadinanza già patisce la mancanza di un asilo nido, la chiusura della Magnolia è un nervo scoperto per gli abitanti di Collestrada ed in particolare per le molte giovani coppie che ne compongono il tessuto sociale. Lo stabile che ospita attualmente le scuole, il cosiddetto Ospedalone, non è più al passo con i tempi e, data la sua conformazione, non in grado di rispettare le norme legate all’accessibilità per i portatori di handicap per questi motivi chiederemo al Comune di Perugia di investire in un nuovo e più funzionale plesso scolastico che possa ospitare l’asilo nido, la scuola materna e quella primaria».

Patti chiari I puntini sulle così dette ‘i’: «Siamo convinti che l’arrivo di Ikea possa rappresentare un volano di sviluppo per l’intero territorio a patto che ci sia una fattiva collaborazione, già nella fase autorizzatoria, tra privati, enti locali e rappresentanti del territorio al fine di raggiungere il miglior risultato per tutti gli attori in campo. Per questo ci sembra che sia doveroso che ci vengano fornite indicazioni certe circa le competenze sulle varie opere (chi fa che cosa), i tempi di realizzazione e soprattutto l’assicurazione che nessuna agibilità dovrà essere rilasciata senza il completamento di tutte le opere previste (a prescindere da chi compete). Attendiamo fiduciosi che l’amministrazione comunale venga ad un pubblico incontro per rassicurarci su quanto esposto e su quanto emergerà di nuovo».

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