Currently set to Index
Currently set to Follow
venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 18:16

Gara Bus, confronto in Regione solo con alcune sigle. Cgil e Cisal: «Nuovo sciopero a ottobre»

Al tavolo discusse clausole sociali a tutela dei lavoratori anche indiretti su cui la Regione si è riservata valutazioni

©Fabrizio Troccoli

Una discussione essenzialmente incardinata sulle clausole sociali a tutela dei lavoratori diretti e indiretti da inserire nella gara per la trasporto pubblico locale che la Regione si riserva di approfondire.

Gara bus, confronto senza sigle che hanno scioperato Questo emerge dal verbale stilato a margine del confronto che l’assessore Enrico Melasecche ha avuto coi rappresentanti di alcune sigle sindacali, precisamente quelle che non hanno aderito allo sciopero del 16 settembre, vale a dire Cisl, Uil, Ugl e Orsa. In questo senso Cgil e Cisal, che invece lo sciopero lo hanno proclamato, parlano di «un grave strappo democratico non solo nei confronti delle sigle, maggioritarie nel settore, ma soprattutto dei lavoratori che hanno incrociato le braccia». Da qui l’annuncio di un nuovo sciopero a ottobre. Al centro della discussione c’è la decisione della Regione di procedere con la gara in quattro lotti territoriali, mentre i sindacati che protestano la chiedono unica e quindi regionale.

Approfondimenti su clausole sociali In particolare, giovedì pomeriggio la Regione si è riservata «valutazioni tecnico giuridiche sulla clausola sociale per il passaggio del personale, affinché vengano mantenuti inalterati gli attuali contratti di primo e secondo livello, inserendo quindi nel bando l’obbligo per l’offerente di presentare un piano con il quale si auto obbliga a mantenere per l’intera durata contrattuale le condizioni minime iniziale del personale». Analogamente sarà approfondita anche la «richiesta di applicazione di un’altra clausola sociale, stavolta nei confronti degli addetti della società Savit, controllata di Busitalia che svolge manutenzioni sui mezzi».  Da verificare, pure, l’istanza di Cisl, Uil, Ugl e Orsa di «limitare il subappalto, facendo in modo che il subappaltatore garantisca il rispetto delle condizioni contrattuali dell’aggiudicatario del servizio». Per quanto riguarda il «servizio di navigazione lacustre, poi, le quattro sigle al tavolo hanno sollecitato Melasecche a prevedere l’accorpamento al servizio urbano di Perugia in modo da ottimizzare l’utilizzo dei lavoratori stagionali». La Regione, dal canto suo, per quanto riguarda «la mobilità alternativa dei vari comuni ha spiegato che faranno parte integrante della gara come servizi aggiuntivi a carico dei Comuni», mentre per «la ferrovia Centrale umbra ha ribadito la volontà di procedere con l’affidamento diretto».

Cgil e Cisal: «Nuovo sciopero a ottobre» Un esito, quello dell’incontro odierno, bocciato in toto da Cgil e Cisal, secondo cui «la Regione non fa altro che ‘prendere atto’ delle richieste dei sindacati presenti al tavolo, peraltro avanzate e note da tempo, riservandosi future valutazioni e approfondimenti: in sostanza  nulla di concreto a garanzia del futuro dell’occupazione e del servizio». Nel mirino, però, c’è «la decisione di Melasecche di proseguire sulla strada della divisione e dell’esclusione di chi non è d’accordo», giudicata «gravissima» da Cgil e Cisal che «a fronte di questo ennesimo comportamento scorretto, ingiurioso e antidemocratico sono pronte a riprendere la mobilitazione, ovvero l’unico strumento rimasto alle lavoratrici e ai lavoratori del Tpl per far sentire la propria voce: in mancanza di una convocazione immediata e di una ricomposizione del tavolo, siamo pronti a proclamare un nuovo sciopero del tpl già a ottobre».

Melasecche: «Gara unica illegale e più costosa» L’assessore in una nota aveva definito una «richiesta irricevibile perché illegale e costosissima per le casse regionali e dei Comuni» l’indizione di un’unica gara per il trasporto pubblico di tutta l’Umbria: «Se la Regione accedesse a quella che sta diventando una vera a propria prepotenza, in nove anni avrebbe un maggior costo di 90 milioni e 27 milioni per i servizi aggiuntivi dei Comuni. Sulla linea del buon governo e della necessaria fermezza, l’intera giunta regionale, a cominciare dalla presidente Donatello Tesei, che ho informato di nuovo ieri mattina insieme a tutti i colleghi assessori, mi ha sostenuto pienamente e invitato a procedere al meglio per la tutela degli interessi di tutti gli umbri ma anche dei lavoratori. Questi non solo non vedranno neanche un solo licenziamento ma avranno la garanzia di una clausola sociale rafforzata, come risulta dal verbale dell’incontro che abbiamo tutti sottoscritto». Ma in realtà sulle clausole la Regione si è riservata approfondimenti tecnico giuridici.

 

I commenti sono chiusi.