lunedì 19 agosto - Aggiornato alle 07:39

‘Futuro al Lavoro’: 27 pullman dall’Umbria per la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil

Sabato i sindacati sfilano per protestare contro il governo: «Totalmente inascoltati. Aprano il confronto sulle politiche di sviluppo»

Sbarra, Sgalla e Bendini

Ventisette pullman e tante persone che si muoveranno in treno o con mezzi privati. Cgil, Cisl e Uil assicurano che sarà grande la partecipazione dall’Umbria alla manifestazione nazionale di sabato prossimo a Roma chiamata ‘Futuro al Lavoro’. Il corteo si muoverà da piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni, dove si terranno i comizi dei tre segretari nazionali, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. «Abbiamo dovuto cambiare piazza – hanno detto stamattina nel corso di una conferenza stampa i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – perché le adesione sono cresciute di giorno in giorno dimostrando una grande voglia di partecipazione».

Perché manifestare I tre segretari hanno sottolineato che la mobilitazione è una risposta prima di tutto alla mancanza di confronto da parte del governo con le organizzazioni sindacali, che rappresentano 12 milioni di iscritti nel nostro paese. Un confronto che i sindacati vorrebbero aprire soprattutto per chiedere politiche di sviluppo e investimenti, «totalmente assenti – secondo i sindacati – nella manovra finanziaria». «Investimenti che servirebbero moltissimo ad una regione come l’Umbria, dove – hanno sottolineato Sgalla, Sbarra e Bendini – la ricostruzione è ferma al palo, il gap infrastrutturale è sempre più evidente e anche il welfare, tradizionalmente fiore all’occhiello del modello umbro, rischia di non reggere più». Creazione di lavoro di qualità, investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, politiche fiscali giuste ed eque, rivalutazione delle pensioni, a partire dal welfare, dalla sanità, da istruzione e ricerca sono dunque le richieste alla base della mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. Questioni centrali anche per lo sviluppo dell’Umbria.

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