sabato 20 luglio - Aggiornato alle 18:28

Fusione Tk-Tata, Marini e Di Girolamo a Calenda: «Subito incontro al Mise»

Lettera al ministro: «Serve attenta considerazione sulle prospettive di Ast». Anche Nevi (Fi) e Fiorini (Lega) vogliono il tavolo

«Convocare con urgenza un incontro al ministero dello Sviluppo economico con i rappresentanti di Thyssen Krupp per avere informazioni circa l’accordo tra la stessa multinazionale tedesca e Tata Steel». E’ quanto chiedono la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, ed il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

La richiesta «Abbiamo appreso da comunicazioni ufficiali – scrivono Marini e Di Girolamo, in una lettera inviata al Ministro Calenda – della intervenuta sottoscrizione del memorandum d’intesa tra Tata Steel e Thyssen Krupp relativo alla fusione delle attività europee dei due gruppi nel settore dell’acciaio. La nota diramata precisa che le attività della Material Service tra cui Acciai Speciali Terni Spa non sono interessate dal progetto di joint venture. La prevista costituzione del secondo polo europeo dell’acciaio derivante dall’operazione annunciata richiede in questo senso una attenta considerazione delle prospettive di Ast e del sito siderurgico ternano, alla luce dei contenuti dell’accordo sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico il 3 dicembre 2014 e della possibile evoluzione dello scenario competitivo e di mercato derivante dalla fusione annunciata». Da qui la richiesta dell’incontro che la presidente Marini ed il sindaco Di Girolamo ritengono «essenziale per acquisire informazioni circa gli obiettivi e le scelte strategiche della multinazionale con riferimento alla controllata italiana, operante in un settore strategico, come quello degli acciai speciali, per il sistema produttivo regionale e nazionale».

Forza Italia La richiesta di incontro viene formulata anche da forze politiche di opposizione. «La fusione – spiega il capogruppo regionale di Forza Italia Raffaele Nevi – è un fatto enorme. Sono contento che, come sostengo da diverso tempo, ora tutti chiedono a Regione e Governo di intervenire per capire quale sarà il futuro della Acciaierie di Terni. Il silenzio dei nostri rappresentanti istituzionali (Sindaco e Presidente della Regione) è imbarazzante e denota come continui una certa distrazione o, peggio, disinteresse verso quello che succede intorno alle Acciaierie di Terni. Ciò produce un preoccupante silenzio anche da parte del MISE a cui forse sfugge che gli impianti di Terni sono parte fondamentale della siderurgia italiana e non possono continuare a vivere nella più totale incertezza rispetto ad un assetto societario mai stabile e con difficoltà crescenti, dovute soprattutto alla scarsità di investimenti sugli impianti e sulle sempre più evidenti criticità commerciali. E' ora di dire basta alla pratica del tirare a campare. E' ora di sedersi intorno ad un tavolo per cercare di evitare ulteriori periodi di incertezza. A tal proposito annuncio che se entro questa settimana la Marini non si muoverà ufficialmente presenterò una mozione urgente in Aula durante la prossima seduta del Consiglio Regionale.

Lega Nord «Il governo e la Regione si attivino per sollecitare un confronto al ministero dello Sviluppo economico per fare chiarezza su Terni». A chiederlo sono il capogruppo Lega Nord in Regione Umbria, Emanuele Fiorini e il senatore della Lega Nord, Stefano Candiani: «In attesa di conoscere i particolari del progetto, ancora non è stato chiarito se sia un bene o un male che le acciaierie ternane restino fuori da questo accordo. Tuttavia, quando ci sono in gioco interessi economici di portata mondiale, spesso, quello che potrebbe accadere nello stabilimento di una ‘piccola’ città, non viene mai preso in considerazione. Possiamo davvero pensare che non ci saranno ripercussioni per lo stabilimento di Terni?».

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