venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:43

Furbetti delle prestazioni Inps, scoperti 500 finti lavoratori in 2 anni: danni per 18 milioni

Portati a galla anche 5,2 milioni di contributi non versati. E accelerano le verifiche sul Reddito di cittadinanza: nel mirino le autocertificazioni

di Ivano Porfiri

Oltre 500 lavoratori inesistenti scoperti in Umbria in due anni, per circa 18 milioni di euro di prestazioni erogate senza averne diritto. Un «fenomeno crescente» quello delle assunzioni fittizie come viene definito dall’Inps, che ne ha riportato i risultati nell’ambito delle azioni di vigilanza nel ‘Rendiconto sociale 2018’, presentato a Palazzo Cesaroni dal presidente regionale Ivano Fumanti. Crescente se si pensa che l’anno scorso la pianificazione dell’ente stimava di portare a galla un importo di 4,9 milioni e invece si è arrivati a 11,8. Senza dubbio un attestato di efficienza per gli ispettori ma anche di un filone in cui si annida molto sommerso.

Danni per quasi 18 milioni Innanzi tutto i numeri. I 14 ispettori dell’Inps operativi in Umbria hanno svolto 327 ispezioni nel 2017 da cui 266 casi irregolari con 330 falsi rapporti di lavoro e un danno accertato alle casse dell’ente per 5,9 milioni di euro. Lo scorso anno ci sono state meno ispezioni (243, di cui 166 con esito positivo) e conseguentemente meno finti lavoratori (178) ma con un danno di oltre il doppio: ben 11,8 milioni di euro. Di questi, quasi 10 milioni e mezzo sono per contributi e oneri e 1,3 milioni per minori prestazioni erogate.

Chi sono i finti lavoratori? Parlando con i dirigenti dell’Inps, uno dei settori in cui è emerso di più il fenomeno è quello del lavoro domestico, dove basta una denuncia online per attivare un rapporto di lavoro. E così è accaduto (e accade) che si faccia risultare una colf o un badante per dargli la possibilità di chiedere poi la disoccupazione oppure per dargli diritto al permesso di soggiorno. Ma ci sono anche aziende strutturate che denunciano una assunzione, ad esempio di una lavoratrice rimasta incinta, così che poi possa chiedere le agevolazioni. Oppure, e anche qui dalla sede di via Canali confermano che l’Umbria è tutt’altro che indenne, ci sono vere e proprie truffe con aziende che aprono, attivano rapporti di lavoro inesistente, versano poco o nulla di contributi, e poi chiudono prima che gli accertamenti possano far arrivare a loro. Anche qui per prendere le agevolazioni previste per chi assume e dare vantaggi ai finti lavoratori.

Evasione contributiva Ma le ispezioni dell’Inps non hanno scoperto solo finti lavoratori. Solo nel 2018, altri 5,2 milioni di euro sono l’evasione contributiva accertata tra controlli ai lavoratori, cassa integrazione, sgravi e conguagli.

Reddito di cittadinanza Oggi la nuova frontiera della vigilanza dell’ente sono le verifiche sui percettori del Reddito di cittadinanza. I controlli sono in capo Ispettorato nazionale del lavoro, che conta ispettori Inps, Inail e del ministero del Lavoro, di concerto con le forze dell’ordine. Dall’Inps dell’Umbria fanno sapere che controlli sono in corso sui requisiti di chi lo ha chiesto, anche sulle autocertificazioni e rispetto ai componenti dei nuclei familiari. Per i dati bisognerà attendere ma i furbetti sono avvertiti

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