venerdì 24 maggio - Aggiornato alle 23:03

Frecciarossa a Perugia, partenza alle 5.15: sperimentazione di 6-8 mesi. A fine mese incontro Regione-Trenitalia

Lo ha detto l’assessore ai trasporti Giuseppe Chianella nel corso di un’audizione

Un treno Frecciarossa

di Daniele Bovi

Torneranno a riunirsi entro la fine di novembre Regione e Trenitalia per discutere del possibile arretramento del treno Frecciarossa da Arezzo a Perugia. A dirlo è stato l’assessore ai trasporti Giuseppe Chianella giovedì durante un’audizione di fronte al Comitato di monitoraggio e vigilanza sull’Amministrazione regionale. L’ipotesi della quale si discuterà la prossima settimana con Orazio Iacono, nuovo amministratore delegato di Trenitalia, è in campo da mesi ma non è chiaro, complici i tempi, se potrà partire già con l’orario invernale (cioè dall’11 dicembre) oppure con quello estivo. «La presidente Marini – ha detto Chianella – ha rinnovato la richiesta di arretramento di un Frecciarossa da Arezzo a Perugia. Gli uffici di Trenitalia stanno valutando questa ipotesi ed entro la fine di novembre sarà programmata una riunione in merito». Essendo un servizio a mercato ovviamente l’ipotetico arretramento «sarebbe a carattere sperimentale, comunque per un ampio periodo».

CON ARRETRAMENTO POSSIBILITÀ DI ARRIVARE ANCHE A TORINO
FRECCIAROSSA, FACCIA A FACCIA REGIONE-FS

Partenza 5.15 L’idea è quella di far partire il Frecciarossa da Perugia almeno per sei-otto mesi, così da poter fare un’analisi su un periodo di tempo abbastanza ampio, in grado di abbracciare più stagioni dell’anno. Al termine Trenitalia e Regione vedranno se i numeri saranno sufficienti a garantire il servizio; altrimenti, se Palazzo Donini volesse mantenerlo dovrebbe sborsare un corrispettivo sul modello di quanto fatto dalla Basilicata. Questo perché, per il momento, la Regione vorrebbe portare a casa la sperimentazione senza mettere sul piatto risorse. Chianella nel corso della sua audizione ha spiegato che il treno partirebbe alle 5.15, per arrivare alle 8.30 a Milano e alle 9.55 a Torino. Un orario, quello di partenza, che l’azienda ritiene appetibile per tutti coloro che devono arrivare presto a Milano, mentre il ritorno sarebbe previsto con partenza alle 19.30. L’assessore ha ricordato che la vicenda è da lungo tempo allo studio degli uffici regionali, «che già avevano avuto una interlocuzione con Trenitalia», e che questa sperimentazione è stata chiesta «per capire cosa potrà essere fatto in maniera strutturale nel tempo».

AEROPORTO, VOLO PER FRANCOFORTE DA MARZO

Solo un tassello Ovviamente, visto il tipo di binari, il Frecciarossa da Perugia ad Arezzo (dove partirà dall’11 dicembre alle 6.04) potrà viaggiare a una velocità molto ridotta rispetto a quella massima, garantendo però vantaggi a tutti quei passeggeri che per raggiungere Bologna, Milano o Torino potranno utilizzare un solo vettore. Quanti, in caso la sperimentazione partisse, è tutto da vedere. Incoraggianti, su questo fronte, sono i dati del Freccialink, il pullman che ogni giorno porta coloro che devono prendere un treno AV dalla stazione di Perugia a quella di Firenze Santa Maria Novella. All’inizio il tragitto era coperto da un pullman da 16 posti, poi, visto il successo, è arrivato quello da 50. In attesa di novità quel che è certo è che il Frecciarossa risolverebbe solo in parte il problema del cronico isolamento ferroviario umbro. Una svolta, se tutto andrà secondo i piani, arriverà una volta terminata la riqualificazione della dorsale Fcu da parte di Rfi. Lavori dopo i quali lungo la spina dorsale ferroviaria della regione potranno viaggiare anche i treni di Fs, con vantaggi evidenti per i collegamenti tra Perugia, la Toscana e il Lazio, tagliando ad esempio di decine di minuti il viaggio verso Roma.

PERUGIA, LA PROPOSTA:  «SERVONO NAVETTE PER L’OSPEDALE»

La mozione Sul tavolo del Comitato giovedì c’era la mozione bipartisan approvata nello scorso luglio dal consiglio regionale. Nell’atto si parlava non soltanto della necessità dell’arretramento ma anche di un nuovo servizio Freccia Terni-Perugia-Milano, con transito a Spoleto, Foligno, Assisi; di una fermata del Frecciabianca a Spoleto e di un rafforzamento di orari e collegamenti del Frecciabianca stesso lungo l’asse Roma-Terni. Rispetto al Freccia Freccia Terni-Perugia-Milano, Chianella ha spiegato che «l’utilizzazione dell’Alta velocità oggi è arrivata a una situazione sostanzialmente satura. Quindi qualsiasi ipotesi di servizi esterni all’Umbria devono comunque rispettare tracce ormai definite da Rfi in concorso con Trenitalia. È chiaro che la Regione si impegnerà su queste ipotesi non mettendo limiti a nuovi servizi». Quanto all’annosa questione della fermata del Frecciabianca a Spoleto, soppressa ormai da tempo, Chianella ha ricordato che Trenitalia non la ritiene remunerativa ma che la Regione continuerà a chiederla.

Il dibattito «La sperimentazione può essere una prima ottima soluzione al problema» commenta il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd), primo firmatario della mozione: «Un collegamento con l’Alta velocità per l’Umbria costituisce un elemento irrinunciabile della legislatura, e dopo l’approvazione della nostra mozione a luglio, la Giunta ha fatto importanti passi avanti». Secondo il collega di opposizione Claudio Ricci invece «in Umbria non esiste una strategia operativa: il Frecciarossa deve partire da Terni per Perugia e Milano, fermando a Spoleto, Foligno, Assisi e con la stazione ferroviaria da fare all’aeroporto»; il che significherebbe che il treno farebbe più fermate nella sola Umbria che nel resto d’Italia. Per Marco Squarta (Fdi) quanto emerso giovedì rappresenta «una battaglia vinta, ma si tratta solo di un primo passo per far uscire l’Umbria dall’isolamento». Critico verso l’audizione di Chianella invece il presidente del Comitato Raffaele Nevi (FI): «La giunta – ha detto – non ha affrontato gli altri due temi che l’Assemblea legislativa le aveva sottoposto. Tutto ciò è molto grave e denota scarsa attenzione verso i gravissimi problemi trasportistici che interessano il 70 per cento dell’Umbria». Sul tema Frecciarossa interviene anche la deputata del gruppo Civici e innovatori Adriana Galgano secondo la quale «la sperimentazione deve partire da subito, con l’orario invernale. Abbiamo già perso troppo tempo».

Twitter @DanieleBovi

Una replica a “Frecciarossa a Perugia, partenza alle 5.15: sperimentazione di 6-8 mesi. A fine mese incontro Regione-Trenitalia”

  1. Pasquale borgarelli ha detto:

    Fino a pochi mesi fa tutti pensavano che per motivi tecnici ciò non fosse possibile. Grazie alla caparbietà del comitato ultimo treno e in particolare del suo presidente Alessio Trecchiodi è stato dimostrato che è possibile, basta volerlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.