mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 22:10

Frecciarossa a Perugia da inizio febbraio, due corse al giorno: i prezzi e gli orari. E si sonda la carta Italo

Un anno di sperimentazione del servizio. Iacono (Trenitalia): «Attrarrà significativa domanda». Frecciabianca a Spoleto: si tratta

La conferenza stampa sul Frecciarossa

di Daniele Bovi

Da Perugia a Milano in 3 ore e 17 minuti a partire dai primi giorni di febbraio. Dopo mesi di polemiche e trattative è arrivato mercoledì mattina, con una conferenza stampa tenuta nel capoluogo umbro dall’amministratore delegato di Trenitalia Orazio Iacono, dalla presidente della Regione Catiuscia Marini, dall’assessore ai trasporti Giuseppe Chianella e dal sindaco di Perugia Andrea Romizi, l’annuncio relativo all’arretramento del Frecciarossa da Arezzo a Perugia, con partenza alle 5.13 da Fontivegge, arrivo alle 8.30 a Milano e alle 9.55 a Torino con fermate anche a Firenze (alle 6.34) e a Bologna (7.18). Due le corse giornaliere, sette giorni su sette: dopo quella della mattina il Frecciarossa ripartirà da Milano alle 18.45 con arrivo nel capoluogo umbro alle 22.18, prima di quanto ipotizzato nelle scorse settimane.

Supporto economico La sperimentazione durerà un anno, dopo il quale l’ambizione è quella di rendere il servizio permanente anche perché, politicamente, tornare indietro e tagliare il Freccia non sarebbe certamente un bel segnale. A Palazzo Donini mercoledì c’era buona parte del mondo economico, dal presidente della Camera di commercio Giorgio Mencaroni a Confindustria, dalle banche come Unicredit e Bcc alla Fondazione Cassa di risparmio di Perugia, le associazioni del mondo alberghiero e turistico e non solo; presenze non certo casuali. Nessuno ha risposto con cifre precise alle domande dei giornalisti sul costo dell’operazione (costituito dall’arretramento da Arezzo a Perugia), ma secondo le stime che vengono fatte a microfoni spenti la cifra che più si avvicina al vero è quella fatta nei giorni scorsi, ovvero un milione e mezzo di euro.

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Date e prezzi La Regione punta a raccogliere il 50 per cento circa grazie al supporto del mondo economico, con un mandato al sindaco Romizi di lavorare sul fronte Camera di Commercio e Fondazione Cr Perugia. «Chiederemo un concorso – si limita a dire Marini – che si affiancherà allo sforzo maggioritario della Regione. Nei prossimi giorni incontreremo fondazioni bancarie, camere di commercio, banche e altri attori cercando di mettere in piedi insieme un’operazione come fatto per altri servizi». Per la data di partenza ancora non c’è una data ufficiale dato che vanno sistemate le pratiche e Iacono non si sbilancia neppure sul prezzo del biglietto: «Li stiamo valutando – si limita a rispondere – ma sostanzialmente costerà qualcosa in più dell’Arezzo-Milano». La chiave, come sa bene chi viaggia, sta tutta nei tempi di prenotazione: il 10 febbraio ad esempio, come risulta consultando il sito di Trenitalia, un Arezzo-Milano costa 19,90 euro, 24,90 l’11 gennaio mentre per giovedì 21 dicembre il prezzo lievita a 69,90 euro; a queste cifre bisognerà aggiungere qualche euro per la tratta Arezzo-Perugia.

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Anche Italo? Trenitalia potrebbe essere non la unica azienda ad arrivare a Perugia con i servizi verso la Alta velocità, dato che l’intenzione della Regione è quella di dare vita nei prossimi giorni a una manifestazione di interesse rivolta «a tutti i soggetti di mercato che operano in Italia sul sistema Av». E sul mercato oltre a Trenitalia attualmente c’è solo Italo. L’idea è quella di chiedere, con un bando, una generica manifestazione di interesse, senza fissare paletti precisi (ad esempio fasce orarie e giorni) che in caso saranno piantati nel corso di una ipotetica trattativa. Iacono poi rispondendo ai giornalisti ha spiegato che in un primo momento l’azienda si aspetta di vedere ogni mattina, da Perugia, fra i 30 e i 50 passeggeri «ma ci aspettiamo – dice – che possano aumentare attraverso una promozione». La consapevolezza di tutti infatti è che intorno al Frecciarossa andrà costruita un’operazione di marketing con il supporto del pubblico e del privato; insomma, il treno andrà spinto.

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Punto di partenza «Dalla nostra – spiega l’amministratore delegato – abbiamo raccolto l’esigenza di connettere il bellissimo Cuore verde a quella che è la metropolitana d’Italia. Ampliare i benefici dell’Alta velocità a nuovi territori è uno dei nostri obiettivi, che perseguiamo convinti di poter attrarre una significativa domanda». La presidente Marini ha parlato di «un punto di partenza» oltre ad annunciare che «con Trenitalia stiamo valutando una richiesta che stava molto a cuore al sindaco di Spoleto Cardarelli, ovvero la restituzione alla città di una fermata del Frecciabianca a Spoleto; Trenitalia ci sta lavorando insieme a Rfi». In questo senso il vicesindaco Maria Elena Bececco ha assicurato che «l’amministrazione comunale continuerà a lavorare affinché il nostro territorio, che comprende un’area molto vasta, possa uscire da questa sorta di isolamento». I lavori sono a buon punto e Iacono, dalla sua, ha dato la disponibilità dell’azienda anche se ora serviranno ulteriori verifiche.
«Il Frecciarossa – ha aggiunto – è una tappa di un lavoro, portato avanti anche dai consiglieri regionali, che speriamo di concludere nelle prossime settimane».

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Polemiche Quanto alle polemiche, «voglio sottolineare che affrontare il tema del capoluogo è rispondere non a una sola città: è la città più grande, con un bacino fondamentale che è la porta di ingresso del 70 per cento del turismo regionale. È un tema di interesse regionale e penso che questo sia il modo istituzionale di rispondere a un dibattito non adeguato». A smorzare le polemiche è stato anche Romizi che ha ringraziato chi si è speso per ottenere il risultato: «Per i nostri costumi e le nostre comunità – dice – si tratterà di una piccola evoluzione, di un passo serio per superare l’isolamento che da troppo tempo questa terra paga. Le polemiche? Non le ho volute alimentare e non le ho capite troppo; avere un capoluogo forte aiuta tutti». Soddisfatto, ovviamente, anche Chianella: «Abbiamo centrato – ha detto – un risultato non scontato né semplice al quale lavoriamo dall’inizio della primavera. Creerà aspettative anche in altri territori». Dalla sua invece Mencaroni ha chiesto di comunicare rapidamente la data di partenza e di risolvere il problema del parcheggio intorno alla stazione. Da febbraio si parte.

Twitter @DanieleBovi

5 risposte a “Frecciarossa a Perugia da inizio febbraio, due corse al giorno: i prezzi e gli orari. E si sonda la carta Italo”

  1. Maurizio Locci ha detto:

    Spetta.le UMBRIA 24. Mi chiamo Maurizio Locci, sono un ingegnere residente a Terni. Io pretendo di sapere quanto costerà alle casse pubbliche il Frecciarossa a Perugia. Io sono un cittadino che è stato pesantemente danneggiato (160€/mese) dal fatto che la Carta Tutto Treno da ottobre è stata tagliata per i pendolari. La Regione mi dice che dovrò presentare dei requisiti ISEE nel 2018 per poter accedere alla Carta Tutto Treno 2018. È una triste storia in cui per privilegiare una elite si danneggia la massa? CI SARANNO DEI REQUISITI ISEE DA RISPETTARE PER ACQUISTARE I BIGLIETTI FRECCIAROSSA AD UN PREZZO DI VANTAGGIO PER LE CLASSI MENO ABBIENTI ? Grazie. Cordiali saluti. Maurizio Locci

  2. Alessio MArchetti ha detto:

    Bravi…
    Questi perugini, colpa nostra che li votiamo hanno veramente insultato la nostra intelligenza negli anni.
    Prima il minimetrò…un fallimento totale pagato dalla Regione Umbria e ora regalato a Busitalia.
    Poi l’aeroporto…
    un altro fallimento totale anacronistico e contro ogni logica di trasporto moderno.
    Ora il frecciarossa che di rosso ha solo i conti che non daranno mai risultati intelligenti.
    Nel frattempo hanno smantellato le società di trasporto comunali gestite malamente dalla politica, non hanno investito sulla ferrovia unica vera scelta intelligente che avrebbe tolto dall’isolamente l’Umbria.
    Anche un bambino capirebbe che avere 1 unico treno che parte ad un orario assurdo da Perugia è di per se già un fallimento.
    Dovete investire in regionali veloci che colegano tutta l’Umbria, da Terni a Citta di castello per poi uscire veloci verso le piattaforme di partenza di non 1 ma 10 Frecciarossa o ITALO,
    Ma svegliatevi, ma quanta utenza potrà mai raccogliere.
    MA fate dei regionali che arrivano 20 minuti prima del frecciarossa che parte da Firenze o Roma e vedrai quanti turisti riesci a portare in Umbria.
    Altrimenti la cosa più logica era una stazione tipo Emilia….tra Orvieto e Perugia con strade di accesso comode e parcheggi comodi, chiamata UMBRIA…allora si che sviluppi il turismo di tutta l’UMBRIA.
    Con 1 Frecciarossa, neanche fosse pieno tutti i giorni dell’anno farebbe qualcosa al turismo.

    • Lucrezia Nobile ha detto:

      Come si fa ad avere dei Regionali veloci che siano veramente veloci se dopo Orte per arrivare a Perugia tutti i treni devono fermare a Spoleto Foligno Assisi eccetera eccetera Che differenza c’è tra un regionale un Intercity è un treno di categoria superiore se poi le fermate sono sempre le stesse guarda caso l’Umbria è l’unica regione Chi ha diritto a far transitare i propri regionali da Roma nella direttissima anziché Nella vecchia linea lenta nessun Frecciarossa ferma in città come Modena Reggio Parma o Piacenza prima di arrivare a Milano e pensare che queste città da sole hanno quasi gli interni abitanti della Regione Umbria com’è possibile avere un servizio veloce ad alta velocità che si ferma ogni 20 Km Ma tutto questo succede solo in Umbria

  3. Gabriele Vinti ha detto:

    Sono perfettamente d’accordo con il sig. Alessio Marchetti il frecciarossa a Perugia non serve a nulla.

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