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mercoledì 3 marzo - Aggiornato alle 02:54

Fitto calendario di incontri per Treofan Terni, i lavoratori: «Non sappiamo più cosa sperare»

Nuova deadline il 10 febbraio: venerdì 22 gennaio il vertice tra sindacati e liquidatore, lunedì 25 il summit con Comune e Regione

di M. R.

«Il nostro paese muore per mano di squallidi prenditori stranieri». Questo uno degli ultimi messaggi lanciato da via Narni, dai lavoratori della Treofan di Terni che all’ingresso del polo chimico hanno ammainato la bandiera italiana. Sono giorni difficili, sono gli ultimi verso una scadenza che slitta ancora di due giorni (10 febbraio 2021) poi sono attese le lettere di licenziamento per i 142 dipendenti dello stabilimento che produce film di polipropilene (pellicola per alimenti, tabacchi e cosmetici). I sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl chimici restano sulle barricate a difesa del sito, delle sue produzioni e del know how che i lavoratori coinvolti portano con sé, ma l’ultimo tavolo istituzionale ha scoraggiato le maestranze: la trattativa col liquidatore è ancora aperta e venerdì ci sarà un nuovo incontro col legale nominato dalla proprietà indina, ma fino a pochi giorni fa, secondo quanto trapelato, le posizioni erano molto distanti: Jindal avrebbe ribadito senza accennare alcun passo indietro di voler chiudere lo stabilimento.

Treofan Terni Sul tavolo la proposta di una cassa integrazione straordinaria di nove mesi ma le parti sociali l’hanno dichiarata inammissibile, specificando che l’ammortizzatore avrebbe ragione di essere attivato sono nel caso di un piano di rilancio e reindustrializzazione della fabbrica ormai dormiente da diverse settimane. La sitauazione allo stato attuale ha gettato i lavoratori nello sconforto: «Non sappiamo più cosa sperare» tuonano. Le segreterie territoriali dei sindacati intanto non si fermano e alla loro richiesta di incontro urgente hanno intanto risposto regione Umbria e Comune di Terni: si terrà lunedì 25 gennaio: «Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della situazione – dice il sindaco Leonardo Latini – e come istituzioni locali riteniamo utile e doveroso confrontarci con i rappresentanti dei lavoratori per proseguire, con la massima unità, a fare pressione sulla proprietà e a chiedere il sostegno del Governo per ottenere un risultato determinante per le politiche industriali della nostra area e per la nostra città».

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